domenica 20 dicembre 2009

CHIUSO PER FERIE...

Ancora una volta vi ho trascurato per un po', tra l' Ospite, il giocattolo, il lavoro (perche' c'e' anche quello)...
E cosi' il tempo e' volato e la data del mio rientro e' arrivata improvvisamente...
Sono atterrata stamani mattina a Firenze. Non credevo ai miei occhi. Tutto bianco. Lucca, same same. Shock termico, ovviamente... vi scrivo sdraiata sotto le coperte, con la luce dello schermo che da un' atmosfera un po' surreale al piccolo antro che mi sono a fatica riscaldata. Non oso mettere il naso fuori di qui. Penso che trascorrero' qui sotto tutto il resto delle mie vacanze. Non credo di uscire neanche per il pranzo di Natale... dovranno alimentarmi passandomi il cibo sollevando poco poco il lembo del piumone. Poco, che senno' entra l'aria ghiaccia...

mercoledì 16 dicembre 2009

I giocattoli dei grandi (parte prima)...

Cari Livornesi in questo post mi rivolgo a voi principalmente. Sono sicura che ricorderete benissimo il mezzo con cui girettavo rumorosamente per le vie della citta' labronica.
Quando avevo 15 anni (per chi non lo sapesse) ero famosa per la mia meravigliosa Ape Cross gialla, con i pezzi Polini e la marmitta sfondata, decorata da adesivi surfisti e palmine del noto negozio 'Hoasi'.

Ebbene sappiate che da oggi saro' ben nota a Muscat per il mio nuovo mezzo di trasporto:


Consideratela la naturale evoluzione del giocattolino di casa Piaggio, 15 anni dopo...
[Mentre sto scrivendo, dalla finestra vedo che si e' creato attorno alla macchina un capannello di ragazzotti locali che avranno al massimo 20 anni, intenti ad ammirare la mia piccolina...]
Per tutto cio' devo ringraziare l'Avvocatessa AZ, che e' per il momento l' ufficiale proprietaria del mezzo meccanico, non avendo ancora il mio resident Visa. Il tutto e' stato concluso ieri, alla mitica stazione di polizia della ROP di Qurum. Il tipo che ha effettuato il passaggio di proprieta' era non poco perplesso, visto che neanche 24 prima aveva rinnovato il corrispettivo locale del nostro 'libretto' dell' Hummer di AZ.
Adesso manca qualche piccolo lavoretto (guarnizioni da cambiare essenzialmente) e poi via... nel deserto!
[Nel frattempo il capannello si e' ingrandito, ci sono pure un paio di Disdashe piu' mature e qualche indiano di mezz' eta'... Devo uscire per andare al Ministero... sono curiosa di vedere che faccia faranno quando vedranno il possessore del mezzo...]

domenica 13 dicembre 2009

Crisi esistenziale...

Dannata pioggia. A causa di questa sto vivendo un momento di particolare drammaticita'. Vi prego, statemi vicini. Qui la situazione e' seria.
COSA DIAVOLO MI METTO STASERA?
Serata di gala al Diplomatic Club. Perfetta per il tubino di Gucci (lo stesso che mia madre voleva che indossassi per la sera della Wahiba Challenge nel mezzo di un deserto dicendo "e' un tubino nero, va sempre bene") e tutto il resto.
Serata che doveva essere il 4 Novembre e rimandata a stasera per la visita ufficiale di anzianissimi e pluridecorati militari compatrioti. Visto il tempo, ho il sospetto che sia presente anche l'ammiraglio dell' Amerigo Vespucci. Se tra voi c'e' un velista che si e' fatto qualche Trofeo Accademia a Livorno, si ricorda degli uragani e delle regate annullate ogni volta che la Nave Scuola troneggiava nel Porto di Livorno.
Insomma, stasera prevedo ore di fronte all' armadio, sospirando e maledicendo il Climate Change... non posso farmi rovinare la mia prima comparsa sulle pagine centrali del The Week o di H! da un banale acquazzone tropicale.

Uffa...

Ancora pioggia. Uffa... Stamani mattina era una bella giornata... e poi di nuovo pioggia. Uffa...
Con le pioggie di ieri sono morte due persone (so che sembrera' assurdo ma stiamo notevolmente migliorando in termini di sicurezza).
Oggi il clima da assedio si era disteso un po', poi con le prime gocce e' ricominciata la pazzia generale.
Eroe del giorno e genio assoluto della guida off road, un omanita che e' rimasto con la corolla praticamente in mezzo al mare. Stanno cercando di tirarlo fuori con la ruspa di un cantiere vicino tra lo sgurado perplesso dei gabbiani.
Era entrato in spiaggia con la bassa marea stamani, dall' accesso per i mezzi di emergenza vicino al Crown Plaza, e l'aveva percorsa tutta. Quando e' tornato indietro, arrivato alla foce del Wadi, ha trovato l'alta marea e non riusciva a passare.
Il genio, invece di tornare indietro ed aspettare che il livello delle acque si abbassasse nuovamente ha dato gas e tirato a diritto. Pareva Mose'. Ovviamente si e' affossato miseramente con l'acqua fino a meta' finestrino. Ancora un po' e doveva lasciare una boetta per segnalare la presenza della macchina a mo' di rete.
Il prossimo anno lo propongo per la Wahiba Challenge.

sabato 12 dicembre 2009

Minaccia pioggia...


'Minaccia pioggia' lo diceva sempre mio padre quando i miei ancora mi ospitavano a casa loro, al primo cenno di nuvole grigie all' orizzonte, con un cielo ancora sereno.

La frase era sempre seguita dalla raccomandazione ovvia: Porta l' ombrello.

In questo paese, invece, l'avvicinarsi di nuvole grigie implica raccomandazioni ben piu' drastiche e complesse di un banale 'porta l'ombrello' (che comunque nessuno possiede in questo paese, a parte gli inglesi).


Si raccomanda di:

1) Evitare in ogni modo la highway a causa del numero di incidenti che avviene dopo 30 secondi netti dalla caduta della prima goccia, nonche' a causa di allagamenti catastrofici che avvengono nell' arco di 10 minuti dall' inizio dell' evento. Pare che nel Middle East ancora non abbiano scoperto i tombini. L' eventuale importazione-installazione di questi potrebbe essere un curioso ma promettente business, pensateci.

2)Fare scorte di acqua, tonno, cibo in scatola, candele, cerini, come se dovesse scoppiare la guerra nucleare domani (o come se doveste trasferirvi nel Rub al Khali per un paio di mesi).

3)Divieto assoluto di uscire di casa se non per assoluta necessita' o urgenza.

4)Allontanarsi dai Wadi e per nessuna ragione guidare in prossimita' di essi. Le piogge possono generare violenti flood e si rischia di essere trascinati via (questo e' vero).


Scuole, ministeri e uffici pubblici in generale chiuderanno. C'e' la possibilita' che vengano chiusi anche gli uffici pubblici...

Neanche un anno fa, percorrevo in bicicletta le strade di Pisa sotto acquazzoni ben piu' violenti di questi, vestita come un monaco medioevale con tanto di gobba (ricreata dallo zaino sotto la mantella che riparava in qualche modo me e la bici), passando poi le prime ore della mattina sotto l' asciugamani del bagno del dipartimento nel vano tentativo di asciugare scarpe e pantaloni completamente fradici... Adesso ha appena incominciato a schizzettare e gia' sono in ansia da pre - calamita' naturale.

Come arrestare la produzione di petrolio nel Sultanato...

Ho un po' trascurato il blog, ma tra l'Ospite (e quindi i dovuti onori di casa e le dovute gite), il lavoro e la faccenda macchina sono stata veramente occupatissima e la settimana mi e' volata.
Lunedi', appunto, e' arrivato l'Ospite, in fuga dal freddo dell'Italia.
Con questa faccenda della macchina, ho seriamente rischiato di dimenticare il suo arrivo. Fortuna che Alessandra, di tanto in tanto mi chiamava per sincerarsi che fosse tutto sotto controllo.
"Come va la faccenda automobile?"
[seguivano aggiornamenti]
"Ma te lo ricordi chi arriva lunedi' sera, vero?"
"Ah, eh, siii certo che me lo ricordo... comunque grazie di avermelo ricordato..."

Nel frattempo avevo anche chiesto un consiglio o delle dritte al sismologo del PDO, dato che anche lui ha una wrangler che ha comprato usata a Dubai e che si chiama Jeronimo.

Il sismologo, ha fatto le cose precise ed ha messo su una mailing list interna: "the Italian Job goes Wrangler", tra vari altri guru del meraviglioso 4wd di casa Jeep. Sono seguite decine di mail giornaliere, che hanno causato un momentaneo intasamento della mia posta.

Ho stampato le paginate di specifiche, minuziose descrizioni, commenti, analisi per studiarmele. Impressionante quello che puo' dire un esame visivo di un fuoristrada. Ora so un sacco di cose sui motori, se volete vi posso tenere ore a parlare di questo, ma non me lo chiedete in Italiano perche' mi mancano i termini corrispondenti.

Mercoledi' ho portato a far vedere velocemente ad uno di loro un gioiellino che avrei trovato qui in Oman, per un consiglio prima di acquistare. Cosi', il dipartimento risorse umane del PDO mi ha fatto preparare un pass speciale causale "meeting di vitale importanza" ed ho portato il jeeppetto sotto al suo ufficio.

Caso ha voluto che in quel momento passassero di li altri guru e componenti della mailing list di cui sopra. Per farla breve: alle 8 di mattina (pieno orario lavorativo), 4 dirigenti di differenti dipartimenti tecnici del dipartimento petrolifero piu' importante di tutto il Sultanato erano sdraiati sotto una Wrangler ignorantissima parcheggiata di fronte agli uffici direzionali, al fine di 'dare una rapida occhiata alla bambina'. Vi lascio immaginare lo sguardo dei passanti.

Ma non e' finita. Dopo l'esame, ognuno di loro l'ha provata 'per farsi un' idea'. Nell' arco della mattinata sono seguite altre decine di mail di commenti ed impressioni.

In questi giorni credo che le borse abbiano registrato un nuovo crollo sulla produzione di Oil nel Middle East...


domenica 6 dicembre 2009

Rub al Khali, Wahiba, compleanno e tante e tante altre...

Vi avverto: il post sara' lungo. Cerchero' di sintezzizare.
Rispondo alla domanda di AZ: Cosa fare in nove giorni di vacanza?
Venerdi':Partenza alle ore 9.00 omanite (10.30 con deviazione fino all'aereoporto per trovare l'unico Costa Coffee aperto durante il primo giorno di Eid e prendersi un cappuccino grande to go)
Arrivo a Fahud alle 14 circa, dove ci attendevano gli altri (Alex e famiglia, Mark compreso -il bambino che guida il Patrol meglio di un beduino-, Angelo Pappas e famiglia, il mitico Grahm, grande fotografo e casalingo, con consorte e l'Agente Tackelberry-il russo con l'Hummer che vagava scalzo e seminudo per le Wahiba-, con moglie obesa, figli deliziosi (il DNA sembra un' opinione talvolta) e cane americano). Dopo aver piantato le tende, fatto una passeggiata, fatto una doccia e preparato la cambusa, ci siamo rifocillati con ottimo rosso siculo e carne alla brace.
Sabato: Sveglia con calma, caffe' Italiano (la mia Bialetti viola mi segue ovunque), impacchettato le tende e via. Abbiamo anche attraversato una simpatica zona dove se esci dal tracciato sterrato rischi di affondare con macchina e tutto, sparendo giu' in basso. Il fenomeno e' dovuto al fatto che il terreno e' costituito in realta' da una crosta salata (ne ho preso pure un pezzettino che ogni tanto leccavo durante il viaggio) con sotto acqua.
Abbiamo campeggiato in mezzo alle alte dune rosse del Rub al Khali, a poche centinaia di metri dal confine col KSA. Ho proposto lo scherzetto di fare un salto al di la', sventolare bandiera omanita, fare una pernacchia ai Sauditi e tornare nel Sultanato. Alex si e' pure preoccupato, credendo volessi farlo sul serio. Prima di cena, un' oretta di Dune Bashing (la sabbia piu' compatta del Rub Al Khali permette di avanzare anche in posizione verticale sfidando le leggi della fisica), scalata a piedi di una duna enorme, sand surfing (o almeno vano tentativo) e infine doccia, nel vano tentativo di levarmi la sabbia di dosso. Ero cosi' ricoperta, che potevo aver fatto benissimo il sand surf completamente nuda, il risultato sarebbe stato lo stesso.
E' seguita un' interessante chiaccherata con Tackelberry attorno al falo' che e' finita in semiscontro con Graham a causa della troppa Vodka. L'agente Tackel si scioglie solo dopo qualche bicchierino, non e' male, tuttavia l'educato Pittbull americano rimane membro piu' simpatico della famiglia.
Domenica:Solita sveglia, solito caffe' e colazione. Reimpacchetta tutto e riparti.
Abbiamo fatto sparire le radio giusto in tempo (la polizia e i militari locali non gradiscono i VHF). Un secondo dopo due pickup militari ci hanno approcciato, ci hanno girato intorno ma non ci hanno fermato. Il check point militare della zona puo' essere molto fastidioso. Vista la loro reazione, culminata con saluti gioiosi e segnali di incitamento dopo un attimo di perplessita' iniziale, credo che sia stato vincente il fattore sorpresa. La sorpresa di vedere una ragazza turbantata (con il mussar tradizionale jibbali, legato appropriatamente grazie agli anni di esperienza nel Dhofar) alla guida di una Jeep che ascolta rock anni 70 mentre il passeggero (omanita) dorme con tanto di cuscino. Inutile dire che la turbantata ero io.
Insomma passiamo immuni il posto di blocco, attraversiamo altre lande desertiche con qualche oil field qua e la, e dopo un divertente sterrato su sabbia, seguito da off road roccioso, campeggiamo in cima all' unica collina rocciosa presente nel raggio di km. Il salt dome. Segue solita passeggiata, con Angelo Pappas (geologo del PDO) che ci illustra la formazione e le peculiarita' della collina di sali e roccia, solita doccia e cena. Crollo in tenda prima del solito.
Lunedi':Sveglia colazione ecc ecc. Di nuovo alla guida, dune e off road agile fino alla strada asfaltata: la tremenda Tumrait Road (seconda solo alla zona di Qurayatt come incidendi). E da li lunga guida fino a casa, fermandosi ad Adam per il pranzo e da Starbucks per il caffe' del 'ritorno alla civilta''.
Martedi':a Muscat, tipica giornata di vacanza in citta' senza un obbiettivo preciso: ho vagato di caffe' in caffe' incontrando varia gente, programmando una cena Italiana, una gita in barca, un social dive, un certo (il 27 di gennaio, ammesso che sia sempre viva) e facendo il dettato a Simon. Devo dire che ce la sta mettendo veramente tutta per imparare la lingua della suocera e Dio solo sa il perche'. Seguono: spesa da Lulu, lavatrici, e riprepara i bagagli. Un giorno a Muscat e ne ho gia' fin troppo dei ragazzotti di Salalah in visita alla grande citta' per l'Eid che ti suonano solo perche' sei bionda urlando "How are you?". Decido di andare con i petrolai a pulire il campo e i check point della Wahiba Challenge. Per tutti e' solo una scusa per tornare a sgasare un po' sulle dune. Considerando che tutti loro sono sposati, credo che l'ecologia sia stata solo la scusa ufficiale per lasciare a casa mogli bambini e land cruiser e prendere le Jeep.
Mercoledi': Guida fino al Khamil, ingresso nelle Wahiba e via (stesso percorso della gare, ma al ritroso). Senza troppe fermate, scivolando delicatamente sulle dune e niente Italian job... A parte un salto, con l'autorizzazione di Jalood (la macchina era la sua).
E cosi' agilmente e allegramente, vestita come un beduino, ho compiuto 30 anni guidando come un omanita di 17 anni.
Giovedi': Su e giu' per le dune, fino all' uscita dal deserto. E via di nuovo a Muscat. Ho un black out del tardo pomeriggio... ma credo di aver fatto qualcosa per lavoro.. e poi di essere crollata a letto.
Venerdi': A letto tutto il giorno, nel seguente alternarsi di attivita': Lettura-dormita-lettura-dormita... e cosi' via. Agile, agile fino alle sette di sera. Passeggiata e poi di nuovo a casa a letto. Anche i supereroi si riposano. Ogni tanto.
Tra l'altro il vago sospetto che il prode Saji inizi ad odiare questa mia attivita' del campeggio in posti particolarmente sabbiosi. Attivita' che si conclude sempre nel ricreare ampie zone sabbiose qua e la per le varie stanze della casa...

giovedì 26 novembre 2009

Rub Al Khali...

Per entrare da Lulu, un Giovedi' di vacanza alla vigilia dell' Eid, ci vuole veramente una forte motivazione. Io stamani ce l'avevo: ultimi acquisti prima della grande spedizione.
Oppure un istinto suicida, dipende dai punti di vista.
Nel pomeriggio ci siamo trovati al PDO per caricare la macchina di Jalood. Ormai tutte le scuse sono buone per fare una capatina li dove noi comuni mortali non possiamo entrare.
Il potente mezzo che ci portera' nel deserto piu' insidioso della penisola arabica, e' un Wrangler. Credo che stanotte non riusciro' a dormire per l'emozione. [No, non per l'emozione della vista del deserto ma al pensiero di tirare il 4 litri benzina su e giu' per le dune].
La mia poderosa bandiera Omanita, che nel frattempo, incastrandola in qualche modo di fronte alla finestra, avevo scoperto funzionare benissimo anche da tenda, e' stata momentaneamente rimossa e sara' issata (sull' apposita asta che serve a rendere visibili le macchine al di la' delle dune), al momento opportuno. Ho reputato piu' che giusto utilizzare tale bandiera, primo,perche' la macchina e' di Jalood, secondo perche' ormai mi sto irrimediabilmente omanizzando su tutti gli aspetti.
Trattandosi pero' del Rub Al Khali, ho cercato comunque di fare le cose con metodo (piu' o meno, via) ed ho colto l'occasione per attuare il mio proposito di organizzare tutto seconde scatole. E, sempre piu' o meno, ci sono riuscita. Salvo per un cestino da pic nick motlo chic, con tanto di baguette che spunta, portato da Jalood. Non ho saputo resistere ed ho insistito affinche' venisse caricato pure lui.Ovviamente il carico che ci portiamo dietro non assomiglia nemmeno vagamente all' organizzato ed ordinato carico del Land Cruiser di Arleen, al momento della partenza per la Wahiba Challenge.
Abbiamo un bagagliaio dalle dimensioni molto piu' ridotte (nonostante la rimozione dei sedili posteriori) e stiamo via il doppio dei giorni. Nonostante cio' il carico non arriva neanche a meta' di quello dell' altra volta. O siamo stati bravissimi, oppure c' e' qualcosa che al momento ci sfugge.Ce ne accorgeremo al momento meno opportuno, di questo ne sono fermamente convinta.
In compenso abbiamo una scorta di 'Jack' sufficiente per aprire e mandare avanti un bar per qualche mese.

lunedì 23 novembre 2009

Tupperware...

Per una qualche ragione, credo legata in qualche modo alla Wahiba Challenge, ad Arleen e alle severe regole di come stivare il carico nel veicolo prima di lanciarsi a rotta di collo giu' per le dune, ho improvvisamente deciso che potrei gestire meglio la mia dissoluta e irregolare vita organizzando tutto in scatole.
Ad esepio: ho un frigo enorme, in cui non c'e' mai praticamente nulla di commestibile, eppure le rare volte volte che faccio qualcosa che assomiglia ad una spesa, faccio fatica a trovare un posto agli oggetti. Ho pensato che riponendo tutto in pratici tupperware potrei in qualche modo arginare il disordine. Lo stesso dicasi per biscotti, zucchero spezie e non solo.
Roba per il campeggio o attrezzini ed utensili vari. Che faccio sempre una fatica incredibile a ritrovare.
Cosi', da quando sono tornata dalla Wahiba Challenge, non faccio altro che comprare Tupperware, di ogni forma e dimensione. Ovviamente il risultato e' che, dopo averli accuratamente lavati, rendendoli pronti per l'utilizzo, i tupperware si accumulano dentro un armadietto della cucina, mentre tutto il resto rimane nel caos piu' assoluto.
Oggi, oltre ad una serie di contenitori, ho fatto un altro acquistone: la doccia da campeggio.
Il problema l' ha sollevato Jalood, facendomi notare che stavolta i giorni di campeggio sarebbero stati 4... per la serie "arrangiati bimba perche' se puzzi ti baratto col primo beduino che passa..."
Ho anche comprato una fantastica felpa di Pile "grigio-blu", da uomo, taglia S... mi sta 5 volte e mi arriva ai piedi. Ma le alternative sarebbero state affrontare le rigide temperature notturne in cannottiera oppure tentare di combattere il freddo indossando la mia bellissima muta da sub 5mm.

domenica 22 novembre 2009

Ruzzini (parte seconda)...

Alex (uno dei Guru, il cui figlio di 5anni o poco piu' guida il Land Cruiser meglio di un beduino) mi ha mandato il file che LUI ha caricato sul suo GPS...
Inutile dire che il mio, a confronto di questo, aveva ben poche probabilita' di farci giungere a destinazione. Io avevo quello per cosi' dire 'Basic'...
E' un peccato che non riesca a mostrarvi il tripudio di bandierine (anche dette waypoints) che si e' materializzato sullo schermino del GPS. Perfino il check point militare di confine e' segnalato. Ovviamente al posto della bandierina c'e' un carrarmatino.

Mi si e' aperto un mondo. Il programma per caricare punti, strade, tragitti, itinerari, e quanto di possibile si possa immaginare ha tutta una serie (infinita ed indefinita) di possibili simboletti. Ed io ho definitivamente scoperto un ulteriore ruzzino su cui spengermi nelle serate casalinghe*...

*Ho ancora una dignita' e preferisco definirle cosi'. Alex nella mail le ha definite 'lonely evenings'... Alex che fai prendi x c...??

sabato 21 novembre 2009

Ruzzini...


Ruzzino della serata: inserire il complicato tracciato che vedete nella foto nell' affarino con lo schermino con la freccina da seguire (del cui uso vi ho gia' parlato) anche detto GPS.

Il complicato tracciato e' anche l'itinerario del prossimo campeggio in zone assolutamente desertiche. Se per caso vengo arrestata dalla polizia militare dell' Arabia Saudita, perche' vagando per le dune ho clandestinamente varcato il confine, sapete qual'e' il punto il cui qualcosa e' andato storto...

venerdì 20 novembre 2009

Ho comprato un tappeto...

Ho passato un tranquillo week end di gossip e girls' talking a Nizwa. Sono andata a trovare Chiara e la missione di Pisa che scava a Salut. Partenza giovedi' con molta calma, dopo la classica tappa da Costa (si fa sempre una tappa da Costa o Starbuks, prima di lasciare la civilta' per piu' di 12 ore, non chiedemi perche'), arrivo nel primo pomeriggio, tuffo in piscina, relax al sole, giro al souq, birretta serale al Falaj Dahariz.

Carl ci ha intrattenuto col suo umorismo inglese, Mohamed ha provato a fare del suo, con ottimi risultati devo dire, raccontandoci barzellette che non facevano ridere e dicendo parole random, chiedendone subito dopo il significato a Chiara, seduta a fianco a lui.
Mohamed e' stato in piu' riprese il genio assoluto della serata anche perche', pur non toccando alchool, sembrava piu' ubriaco di alcuni di noi che erano gia' li da un paio d'ore.
Inoltre e' anche l'unico omanita che conosca che non ha paura a parlare di Jiny... e quindi e' stato bersagliato di domande rigurdanti Jiny, Zombie e Streghe di Bahla (vedere qui). La nostra conversazione e' stata seguita da un disdasha del posto seduto al tavolo accanto al nostro: ogni tanto Mohamed lo interpellava anche per chiedergli spiegazioni che venivamo date a mezza bocca e con facce di totale disapprovazione.

Abbiamo terminato la serata con ottima Sheisha alla doppia mela, al ristorantino poco distante. Cinque donne e Mohamed, che e' stato guardato dai presenti (tutte disdashe) con rispetto, ammirazione e curiosita'.
Gli altri due maschietti della missione hanno preferito restare per un altro paio di birrette. Molto piu' tardi, mentre io e Chiara continuavamo a gossippare magiando after eights in camera, abbiamo intravisto Michele che si trascinava in bagno reggendosi al corridoio.
Ci ha biascicato dalla porta qualcosa tipo "...No, ma sono tranquillo" quando la domanda era stata "Ti va un cioccolatino?" e non aveva affatto una bella cera..

Il giorno dopo, avendo ancora troppe cose di cui chiaccherare, ci siamo staccate dal gruppo optando per il venrdi' da comari: passeggiata fino al souq, passando dal villaggetto, alla ricerca di curiosita' locali.

In un anfratto del souq ho finalmente trovato il tappeto che cercavo e, dopo una buffa contrattazione, mi sono portata a casa un tappeto tradizionale del Jabal Shams. Negozietto interessante, ci tornero'.
Tra chiacchere e giretti curiosi, la giornata e' volata e mi sono incamminata verso la capitale.
170 Km, di cui una trentina in coda per il solito army check point. Un viaggio che in Italia mi avrebbe fatto una fatica incredibile...

mercoledì 18 novembre 2009

Visa run...

Questa e' curiosa...
Sapete tutti ormai i miei piccoli grandi problemi da semi-illegale espatriata in Oman (certo che lo sapete, anche tutto il consiglio di amministrazione del PDO lo sa), sapete anche a chi devo tutto questo... (Grazie Surprisse!)
Per chi non e' del posto spiego brevemente il concetto del visa run.
Si entra con visto turistico all' aereoporto (siamo bianchi, siamo europei, ce lo fanno immediatamente), visto che dura un mese. Dopo un mese, si puo' rinnovare per un altro mese. Poi occorre uscire dal paese. Ecco il Visa Run. Si va a Dubai, o in un qualsiasi altro posto oltre il confine e si rientra. E cosi' via.
Ora, se il visto scade mettiamo il 19 gennaio, il 18 va rinnovato e la ROP lo convalida fino al 17 febbraio. Cioe' il visto e' valido un mese meno un giorno.
Avevo fatto tutti i calcoli, ma questa volta il visto mi sarebbe scaduto comunque 2 giorni prima della partenza per l'Italia. Che noia. Per soli due giorni, il Visa Run.
E invece no! Perche il genio che ha convalidato il mio visto oggi ha sbagliato e me l'ha fatto per due giorni in piu'! Posso partire tranquillamente il 20, senza che mi facciano storie o pagare tasse.

Peccato pero' perche', ora che ci penso, potevo sfruttare la cosa per uno schrzo all' aeroporto all' Ospite che verra' a breve e che ripartira' il 20. L' Ospite non parla Inglese ed e' molto diffidente nei confronti dei turbantati... potevo approfittarne per simulare un arresto vero con tanto di grida; "Allerta la Farnesinaaaa..." ... oddio, vista l'eta' dell'Ospite forse e' meglio evitare scherzi del genere...

Wahiba Challenge...

Grande evento, week end faticoso, party fighissimo e divertentissimo, avvenimento eccezionale. Quattro sinonimi della Whaiba Challenge, la famosa gara nel deserto o anche argomento con cui vi sto sfracellando le scatole da settimane.

Considerate che la cosa mi ha preso a tal punto che mi sono addirittura cimentata in cucina (e ci sono le prove fotografiche) e con ottimi risultati (ci sono i testimoni, anche se dopo aver assaggiato il dolce erano completamente ubriachi data la quantita' di alchool che ci avevo messo, ma tutti si ricordano 'che era buono')... Non solo. Ho stupito addirittura me stessa CUCENDO (e dico CUCENDO, cioe' quella cosa che si fa con ago e filo veri) da me, lo stemmino delle Divas sul cappello. Se mia mamma vede le foto, prima si commuove, poi va a Montenero a portare un cero.

Non mi dilungo sul mercoledi' che Alessandra e' stata molto efficace * e vi parlo essenzialmente della gara. Anche in questo caso Alessandra ha redatto un precisissimo resoconto... l'avvocatessa... io non ho, e non ho mai avuto, il dono della sintesi. Spero comunque di rispondere a tutte le domande che mi ponete di solito.


1)Ma in cosa consiste la gara e come ti sei piazzata?
Non esiste un ordine, o meglio c'e', ma non e' cosi' importante. Sostanzialmente la cosa importante e' raggiungere il campo. Perche' non e' assolutamente detto.

Al via ti danno dei numerini tipo 40Qetcetc e 244equalcosa, dette anche coordinate GPS, tu li immetti in attrezzino, detto anche GPS, e magicamente sullo schermo ti compare una freccina. Tu devi andare nella direzione che ti dice la freccina.

Ovviamente non e' sempre possibile tirare dritto. E' importante quello che si dice 'scouting' e leggere le dune. Devi cioe' trovare il percorso piu' agile per evitare insabbiamenti, bumfer tumper (o bumper tanfer o tunfer bumper) [ho dei problemi con questo termine, al campo mi hanno detto che ho intrattenuto tutti gli organizzatori, che beccavano le nostre frequenze, con le mie comunicazioni radio alle altre auto... ho un futuro a HiFm], ecc. Insomma sostanzialmente per evitare di ridurre la macchina come l'abbiamo ridotta un mese fa...

Percorri cosi' facendo un tot km. Arriva al punto che soddisfa i numerini dentro al GPS, anche detto check point. A questo punto ti vengono dati altri numerini, molto simili ai precedenti, da inserire nuovamente. E cosi' via: un paio di check point e alla fine il CAMPO.


2)Domanda di mia madre, la mia preferita: Siete riuscite a rimanere vicine o vi siete disperse e ritrovate alla fine?
Si procede in fila indiana, c'e' la macchina che guida e sceglie il percorso, le altre seguono. La macchina che guida ha sempre tre persone a bordo. Tra le macchine si comunica via radio (si dice solo lo stratto necessario... a meno che non prenda in mano la radio io, allora e' un altro discorso). Macchina numero uno comunica eventuali ostacoli o punti piu' difficoltosi, o suggerisce di seguire un percorso diverso.
Tutto e' stato studiato nei minimi particolari e STRATEGICAMENTE deciso prima. Le DIVAS non sono dilettanti. Secondo me ci hanno reclutato solo per sdrammatizzare un po' il tutto...
Comunque si cerca di rimanere in gruppo, non ci si perde mai di vista e per nulla al mondo si puo' adottare la tattica: mi avvio ci si vede dopo, ciao.
I motivi sono ovvi, ma evidentemente non abbastanza...
Primo perche se un' auto si insabbia, almeno le altre possono tirarla fuori.
Secondo perche' se succede qualcosa si puo' sempre avvertire il contatto a Muscat con il telefono satellitare di cui dispone il team. A proposito, viene richiesto un contatto di una persona da avvertire a Muscat... dopo lungo rimuginare ho deciso di dare pure io il contatto del Cinico Collega di Alessandra. Sinceramente quando mi hanno chiesto quel numero e mi sono trovata a non saper chi dire (a parte la lunga lista di Omaniti dell' ufficio di Al Rawas, ma non mi pareva il caso, o il professore filosofo) mi sono sentita un po' piccola e sola....

3)E' pericoloso?
No. Sicuramente e' piu' pericolosa la strada di Qurayatt o una cena all Hadramawt a Salalah.
Comunque ci sono potenziali situazioni non piacevoli che possono prospettarsi...
Riporto un dialogo tra Alessandra e Arleen:
Alessandra: "Perche' abbiamo un' enorme ascia sotto il sedile passeggero?"
Arleen (come se dicesse la cosa piu' naturale del mondo): "Perche' se ci ribaltiamo tiriamo giu' i finestrini e usiamo l'ascia per liberarci dalle lamiere". ....

4)Ma se ti insabbi come fai?
Se ti insabbi inizia il bello... raspi, scavi, spali, smoccoli, prendi delle cose piatte, allungate e zigrinate pesantissime, le piazzi sotto le ruote nella direzione in cui intendi disinzabbiarti, dai un paio di calci per assicurarti che ci sia grip, urli al guidatore di andare... molto spesso non funziona.

Ogni tanto semplicemente, un'altra macchina traina fuori dalla soffice sabbia la macchina malcapitata. Sono diventata abilissima ad agganciare cime di traino in tempi record.

Ogni tanto pero' la sabbia e' troppo soffice o il punto troppo rischioso e per evitare che anche un'altra si insabbi irrimediabilmente si adotta la tattica del rock'n'roll, dopo aver raspato, scavato, bestammiato e posizionato le sandboard, le tavole zigrinate di cui sopra.

Ah, e' la tecnica mia preferita... ci si attacca al portapacchi del landcruiser, con i piedi sulla pedana per salire, e si inizia a scuotere, tutte a ritmo, finche' la macchina va in risonanza ed inizia ad ondeggiare paurosamente. A quel punto chi e' alla guida deve solo trattenere i conati di vomito da mal di mare conseguenti allo scekeramento (questo punto e' fondamentale per la riuscita del tutto) e dare gas. Le ruote ritrovano il giusto grip sulle sandboard e la macchina inizia a muoversi... ad un certo istante bisognerebbe ricordarsi anche di saltare giu' dalla pedana, ma i metri fatti alla Yattaman attaccati alla macchina sono fantastici!

5)Quanta gente c'e'?

Tanta, nonostante gli organizzatori cerchino di fare selezione... e qui ancora mi chiedo: ma noi che ci facevamo?? Ed erano pure contenti di averci nella gara!

6)Ma una volta che sei arrivata cosa fai?

Bevi, bevi, bevi e festeggi. Baci, abbracci, euforia, brindisi... E prepari il campo (tenda o giaciglio, nel mio caso) per la notte, prima di essere completamente ubriaco ed incapace di fare qualsiasi cosa.
Non sono mancate le attivita' ludico-sportive:
Partita a pallavvolo e surf sulle dune con una sorta di slittino di plastica (usa in Canada per scendere dalle colline quando nevica)... ti ci sdrai e vieni giu'... dopo hai sabbia ovunque, ma e' divertente.
Dopo le attivita' ricreative, tanto per stimolare l'appetito, ceni (ancora prima degli orari standard Inglesi) e vai alle varie feste che i vari team hanno organizzato.
I rugbisti del PDO sono famosi perche' montano addirittura un Bar. La loro festa infatti era la piu' bella di tutte... Abbiamo continuato a festeggiare fino ad un' ora che a me sembrava tardissima, improponibile... e invece erano tipo le 10 (se ci siamo arrivate) e poi il capitano ha sentenziato:
"E' ora che le Divas si ritirino.." e, tra la delusione generale, siamo andate a letto.

Il giorno dopo e' sostanzialmente simile, fino al punto finale. Uscite dal deserto, abbiamo guidato fino a Muscat, tempo di una doccia e via, al PDO, per il trazionale barbecue di fine Wahiba Challenge.
...e gia' si iniziano a fare strategie per la WC2010...


*NON CI CREDO!!! CE L' HO FATTA DA SOLA A METTERE IL LINK!!!!!! FIGO!

Post veloce...

E' ancora in cantiere il post sulle Wahiba Challenge ed io gia' preparo una prossima gita nel deserto.
Sempre piu' lunga, sempre piu' difficile.... IL RUB AL KHALI!! Un deserto vero!! Di quelli che se sbagli a seguire la freccina del GPS ti ritrovi in Arabia Saudita che e' un attimo!!
Giro di mail, programmi, liste equipaggiamenti, mi informo su chi viene e chi no... in poche parole cerco passaggio in macchina. A mia insaputa qualcun' altro gia' si sta preoccupando di questo. E non solo di questo.
Mi chiama Jalood poco fa' (alla fine, visto che viene ed e' da solo, decido di sfruttare il passaggio), perplesso mi dice:
"Mi ha appena chiamato Alex (l'Organizzatore di questa e tutte le precedenti avventure nonche' Chairman della WC), e mi ha detto di accertarmi che tu porti un documento di identita' valido..."
Silenzio, segue grassa risata mia e lui, sempre perplesso:
"Ma anche Alex sa del discorso visto e del fatto che tendi a spacciare la tessera del servizio sanitario Italiano come Carta di Identita'? "
Ho promesso che portero' il Passaporto... ma mi sono raccomandata che me lo ricordi...
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Altra cosa, oggi e' National Day (BUON COMPLEANNO QABOOS! Ti prego, dichiara guerra all' Italia e fa si che diventiamo colonia Omanita... colpo di stato e mandiamo via B... ok, ok, avevo giurato niente politica... ma deh'...)
Riprovo... Oggi e' il National Day, il Compleanno di Sua Maesta' Qaboos bin Said bin Taimur Al Said, Sultano dell' Oman [come mi piace dirlo tutto!!], in vena patriottica l'altro giorno ho comprato una bandiera. Non ho fatto caso alle dimensioni: ero al Sultan Centre, mi e' venuto in mente che non possiedo neanche una bandiera Omanita (beh, per la verita' non possiedo neanche una bandiera Italiana...) ed ho comprato un pacchettino a caso.
Quando ho aperto il pacchettino ne e' uscita una bandiera piu' grossa di quelle che hanno posizionato sulla Sultan Qaboos Highway.
L'ho messa alla finestra ma c'e' poco vento e non rende peccato.. anche perche' ci vorrebbe un tifone per farla sventolare come si deve, tanto e' grande... Il mio palazzo adesso puo' essere tranquillamente confuso con un edificio ministeriale.
Mi sento molto fiera di tutto cio'...

mercoledì 11 novembre 2009

Pre Waihiba Challenge ed ultime notizie...

Dal mio silenzio stampa avrete capito che ho avuto una discrtea settimanetta impegnata.
E' la cosi' detta Tender Submission (ho notato ieri con Alessandra che non mi viene piu' in mente tanto agilmente il termine Italiano di Submission, preferisco usare il termine inglese). La cosa mi ha visto impegnata in ufficio fino alle 1. di notte ripetute volte, mentre l'ultima notte l'ho impiegata tutta a chiudere i pacchi. Alle 7 della mattina seguente, digiuna da 24 ore, ero in uno stato speventevole. Ho provato a chiamare vari amici omaniti che lavorano in uffici governativi (entrano alle 7.30) per farmi portare la colazione (gli omaniti non direbbero mai di no ad una richiesta del genere), visto che cosi' conciata mi vergognavo ad entrare da Starbucks, ma dormivano ancora tutti.
Comunque e' andata. E finalmente mi sono potuta concentrare sulle faccende della Wahiba Challenge.
Ieri sera siamo andate a caricare la macchina di Arlene, per avere gia' tutto pronto oggi alle una.
Arleen, che in passato si e' attraversata il borneo da sola in macchina col cane, tanto per occupare il tempo in cui Mr Edward (il marito, che sembra veramente un Lord Inglese dal film 'Casa Edward') lavorava, HA UNA 'STANZA DEL CAMPEGGIO'. Si, cari miei, oltre ad avere una casa fighissima, ha una stanza intera dedicata all' attrezzature da campeggio. Tende di ogni dimensione, sacco a pelo per ogni temperatura, gadgets ed attrezzi di ogni tipo, coolbox che mantengono birre gelate per settimane. Il tutto ordinatamente organizzato in uno stanzino che non ha nulla da invidiare al reparto Camping di Decathlon. Io che gia' mi sentivo fiera di avere una 'sacca del campeggio'...
Caricata la macchina, a casa di Alessandra a cucinare per 'il catering' di stasera fierissima di aver fatto la mia parte pure io dando prova di una maestria senza uguali, mentre Michele, il vicino, ci intratteneva con vari aneddoti delle sue serate nei locali di Muscat.
Ora sto facendo il conto allla rovescia delle ore... stasera campeggieremo in un posto sperduto alle porte delle Wahiba e domani... GO DIVAS!

giovedì 5 novembre 2009

Divas Meeting...

Breve update sulla mia settimana.

A parte le nottate in ufficio, varie ed eventuali che adesso mi sfuggono, tra cui un tale di un ministero del Dhofar conosciuto per caso tramite il Soru due anni fa e piu' rivisto da allora, che vuole assolutamente sviluppare un business di cui avevamo parlato (piu' per dire due c@%%@te che altro), ieri c'e' stato il meeting con le Divas.
Copio e incollo gli ordini del giorno del Meeting, che la nostra capitana ha diligentemente inviato:

Meeting Minutes - November 4, 2009
1) Who's with who?
2) Equipment per car
3) Challenge Strategy
4) Finances
5) Diva Fashion
6 AOB -Any Other Business


Nei giorni precedenti avevamo anche ricevuto un dettagliatissiomo file excell con la lista degli equipment da avere, come team, per macchina e per persona. Credo che riutilizzero' alcuni degli elementi della lista per la letterina a babbo natale (tipo Compressore, Sand Board, e altri tools).



Altra cosa bellissima di questo meeting e' che si e' svolto nell' impenetrabile Sailing Club del PDORC (circolo ricreativo del PDO), impenetrabile ovviamente ai comuni mortali estranei alla comunita' dei Petrolai.

Alessandra mi ha fatto notare la 'mia scalata sociale' di questi ultimi tempi, cioe' tutta la seri e di circostanze assurde e fortuite che mi ha portato a pianificare una gara in un deserto gustandomi una doppio malto sulle note dei Dire Straits e dei Beatles (hanno pure la band figa al PDO...), assieme ad una sorta di Desperate Housewifes/Charlie's Angels...

Finito il meeting ci siamo trattenute con le altre Divas, che ci hanno presentate ad altri personaggi li presenti. Questi hanno tutti esclamato "Oh, you must be the famous Italians!".... uh??
Ora, non so e non voglio sapere cosa era circolato nei vari scambi di mail e quali siano state le voci di corridoio delle passate settimane, ma la cosa di essere sempre appellata come una delle Famose Italiane mi turba un po'. Tengo a precisare che, qualsiasi sia la ragione, io non c' entro. Sicuramente e' colpa di Ale.



Ora vado, che domani mattina ho un invito in barca (detto cosi' mi piace un sacco...), ma prima volevo allenarmi un pochino.

domenica 1 novembre 2009

A volte puo' capitare...

So che non si ride delle disgrazie altrui... ma siccome ci sta ridendo da giorni lui stesso... mi sento autorizzata a condividere questa annosa vicenda capitata recentemente ad un amico e collega, R.M. di una societa' 'avversaria'.... cosi' avversaria che e' anche colui che ci ha procurato il Land Cruiser per i nostri sollazzi Wahibiani... comunque...
Il caro 'competitor' mi scrive per mail che sta avendo una settimana allucinante.
Dopo mille peripezie e ricerche, era finalmente riuscito ad ottenere il visto per un tizio che doveva seguire tale lavoro, in tale zona, per tale Cliente.
Tutti soddisfatti, Cliente contento. Sospiro di sollievo.
Finche' il tale in questione non decide di passare un week end nella vicina citta' della perdizione. Fino a qui tutto a posto.
Non fosse che il cretino era 'fuggito' in passato dallo stato confinante per non pagare ingenti debiti contratti.

Appena varcata la frontiera, l'hanno arrestato. A breve il processo.
La famiglia ha chiesto aiuto al mio amico, che e' decisamente troppo buono ed ha decisamente troppo bisogno di soddisfare il Cliente, che quindi andicipera' la somma dovuta.
La famiglia ha assicurato che paghera'... con assegni post datati. Lo stesso motivo per cui il tizio e' stato arrestato!

Fortuna che, oltre ad essere tanto buono, il mio amico ha anche spirito dell' umorismo. E ci sta ridendo pure lui!

venerdì 30 ottobre 2009

Brevemente...

Brevemente, perche' qui e' molto molto tardi e io sono molto molto stanca.
Giornata faticosa, che mi ha tenuto in ufficio fino ad ora... si lo so, e' Giovedi', e' Halloween, ci sono un sacco di feste fighe in citta' e mi sto perdendo un campeggio favoloso... e allora? F*##^#* senso di responsabilita'...
La mia giornata comunque e' iniziata presto. Alle 7.30 ero alla Shell di Athaiba per partire per la pre-qualifica della Wahiba Challenge.Due macchine, sei Divas: alla pre-q bastano due macchine, piu' un lungo e complicatissimo elenco di attrezzi vari per la sopravvivenza e le emergenze.
Ovviamente le Divas (che vantano di 7 anni di partecipazione) sono super organizzate, iper attrezzate e con roba fighissima, che non ha nulla da invidiare a quella del Guru.
Mi sembra di essere stata arruolata nella ROP corpo speciale, piu' che da un team al femminile per partecipare ad uno dei tanti eventi-fancazzeggio del PDO. All' inizio le avevo paragonate alle Pink Ladies (x il nome), ma ora che abbiamo avuto modo di conoscerci sul campo, direi piu' Charlie's Angels. Da una rapida analisi, direi che siamo bene assortite.
Alle varie tappe durante il percorso di pre-qualifica abbiamo ritovato il Guru, il Tedesco, l'Organizzatore3 e il Cinese Kamikaze, e vari del w-e dell' altra volta, tutti lavoratori del PDO e tutti felicissimi del fatto che le loro scorse giornate passate a tirarci dentro in tutti modi, abbiano avuto buon esito. La produzione di petrolio dell' Oman adesso puo' riprendere serenamente.
Ci siamo pre-qualificate (ne avevate dubbi?) e con un ottimo tempo (alle 3 ero gia' in ufficio davanti al mio Laptop, fresca come una rosa). In realta' stando alla lunga e articolata mail che il 'Guru' ha mandato agli aspiranti concorrenti, pare le donne sono fuori dalla elimination pool (credo che i maschietti si siano scocciati di fare i festini soli uomini in the middle of nowhere), tuttavia la partecipazione al w-e di pre-qualifica e' d'obbligo.

Adesso sono distrutta... e vado a casa... credo che l'unica cosa che mi mandi avanti in questi giorni sia l' adrenalina da Challenge (gare ovunque, anche sul lavoro) e un pensiero fisso.
Non so come interpretare questa cosa, visto che il trattasi di esemplare di autovettura e non di esemplare maschile della specie umana. Decisamente, lavoro troppo.

sabato 24 ottobre 2009

The Italian Job (il seguito)...

Vi aggiorno brevemente su una questione curiosa nata a seguito del famoso w-e nel deserto, in mezza Muscat ormai noto come The Italian Job.
Nel frattempo, mentre noi comuni mortali continuiamo a lavorare, pare che tutto il Petroleum Department Oman si sia mobilitato per farci partecipare alla famosa gara nel deserto, la Wahiba Challenge.
Vari scambi di mail "Ovvia partecipate" [moriremo sicuramente], "Avete fatto un ottimo lavoro" [ma avete visto la macchina??], "we need classy italians" [hai notato che giravo con turbante Jibbali e sembravo una via di mezzo tra Sandokan e un beduino??], ci hanno definitivamente convinto a rivendere i biglietti per la serata dall' ambasciatore Inglese e prendere parte ad una nuova avventura.
Per chi non lo sapesse la WC e' chiusissima. Pare che gente da anni cerchi, invano di prenderne parte. In piu' sono piu' severi del Ministero del Manpower con l'Omanization. Loro vogliono almeno il 50% di membri PDO nei vari team.
Tanto per farvi un esempio Jalood, che lavora al PDO da un po' e che essendo omanita, in questo paese, gode di molti piu' vantaggi di noialtri, e' riuscito ad entrare nel Support Staff solo dopo insistenti e lunghe telefonate al Guru e al Tedesco. Noi eravamo nel frattempo gia' state tirate dentro d'ufficio.
E gia' arrivare ad essere nello staff dell' evento piu' chiuso e mondano del Sultanato, ci sembrava un enorme risultato.

Stasera la svolta. Tra le varie mail, siamo state contattate dalla capitana delle Wahiba Divas, unico team femminile della gara, che ci ha chiesto di unirci a loro. Solo per il nome del team vale la pena tentare. Pare che siano arrivate a noi dopo segnalazioni dagli organizzatori presenti l'altra volta, piu' un'altra mezza dozzina di gente PDO "impressionato dalle nostre performance". Sono convinta che anche l'indianino di wadi kabir che ha aggiustato il parafango lo fosse stato, ma non credo che gli passi neanche per l'anticamera del cervello di raccomandarci per una gara su dune.

In questi giorni la produzione di petrolio dell'Oman stara' crollando miseramente, visto che i dipendenti PDO sono tutti troppo impegnati a trovare il modo di farci gareggiare!

martedì 20 ottobre 2009

Musandam...

Sono tornata adesso da un sopralluogo nel Musandam, quella penisoletta a Nord, sempre territorio omanita, ma staccato dall' Oman (si entra e si esce dagli Emirati per raggiungerla), proprio di fronte all' Iran.
Ho concesso all' Ingegnerino di seguirmi in questo site visit, facendolo pure guidare al ritorno. Orami tanto il danno era gia' stato fatto: dopo l'avventura nel deserto, l' Ingegnerino non vuole piu' tornare in Italia.
Abbiamo pernottato a Dibba (Oman), nello stilosissimo Golden Tulip (che non ha niente a che vedere col catorcio omonimo di Muscat) ed abbiamo vagato tutto il giorno tra Dibba (Oman) e Dibba (UAE).
La ridente cittadina e' infatti tagliata in due dal confine tra le due nazioni. Avremo attraversato 20 volte il check point al confine e la stessa guardia, armata di simpatico mitra, mi avra' fatto altrettante volte le stesse domande. Ora, capisco che uno puo' anche non essere fisionomista, ma se passa una bionda in un posto dove alle donne vedi solo gli occhi, alla terza volta la riconosci senza che sia necessariamente una gran figa.

Oggi invece ci siamo fatti il sopralluogo a Lima, paesino poco piu' a Nord di Dibba dove si arriva solo via mare dopo circa un' ora di barca.
A Lima c'e' un porticciolo, una spiaggia, una 50ina di case, una moschea e una strada. C'e' pure una caffetteria e un ristorante, pulitissimi, ma senza bagni. Ho fatto pipi' al commissariato di polizia, intavolando una conversazione in arabo con un tipo in pigiama (la disdasha a maniche corte, 'da casa') che poi e' risultato essere l'analogo del nostro maresciallo dei carabinieri e in servizio. Alla conversazione ha assistito il suo vice, in pigiama pure lui, e il cuoco del comando. Il cuoco era l'unico che parlava un po' di inglese, ma si e' guardato bene di assumersi il ruolo di interprete per non perdersi l'esilarante teatrino che si andava prospettando. Comunque dopo aver orinato nel loro bagno, proprio accanto alle celle, abbiamo continuato il nostro sopralluogo per Lima.
Per certi aspetti sembrava di essere in Capraia. Tutti quelli che passavano per quell' unica strada ci salutavano come se ci conoscessero da sempre. E se ripassavano, risalutavano. Anche solo un cenno della mano, ma il saluto a Lima (come in Capraia) e' obbligatorio.
Qualcuno poi si fermava ed iniziava la classica serie di convenevoli "Ciao" "Ciao" "Come stai?" "Grazie a Dio, bene. Tu come stai?" "Tutto Ok. Come sta la tua famiglia?" (Eh? Conosci i miei??) "Tutti bene, Grazie a Dio" "Bene. Ciao. Ci vediamo" "Ciao. Ci vediamo, Inshallah"
Ora, non se tornero' mai a Lima, ma oggi avro' detto al 90% dei Limiani (Limiesi? Limi?), "Ci vediamo" come se fosse la cosa piu' naturale del mondo.
L' ho detto pure al capo del comando militare. Un tipo in tuta di acetato anni '80, che andava avanti e indietro per l' unica strada con una sorta di Jeep mimetica equipaggiata da guerra, anni '80 pure quella. Per convincere l'Ingegnerino che quello non era lo svitato del villaggio con l'auto strana, ma un militare in servizio (cosi' come i due omaniti pigiamati nel comando di polizia), gli ho dovuto far notare la targa militare (forze speciali, tra l'altro). Ormai in questo paese per me tutto e' normale e tutto va benissimo cosi'. E poi in fondo vengo da un posto dove il sindaco e' anche quello che porta i turisti a fare il giro dell' isola, quindi normalissimo usare il comando della ROP come bagno pubblico.

A breve aggiornero' il post con qualche foto. Ora sono troppo stanca, devo continuare il resoconto del deserto e fare una telefonata 'delicata'...

sabato 17 ottobre 2009

The Italian Job... (o anche Wahiba Sands)

Questo post ha due obiettivi: il primo, rassicurarvi che sono tornata dalla 'gita' nel deserto sana e salva, il secondo, raccontarvi come e' andata.

L'avventura e' iniziata il giorno precedente, spesa (piu' o meno) fatta, compreso acquisti di attrezzature inutili e inutilizzate perche' avevamo sempre e comunque 20 o 30 persone pronte ad aiutarci, con roba molto piu' professionale ed incredibilmente piu' figa, sorge un problema. I meccanici si sono trattenuti l'Hummer dell'Avvocatessa, dopo averlo completamente sventrato per il Major Service, con la scusa che aspettavano pezzi da Dubai (secondo noi molto piu' probabilmente aspettavano qualcuno che lo sapesse rimontare).

Male. Malissimo. Anzi, MALERRIMO. In quattro e quattr' otto ci siamo ritrovati a piedi. Troppo eccitate ormai per rinunciare, non ci siamo date per vinte.

Abbiamo noleggiato un Land Cruiser, grazie all' aiuto di un nostro amico. La gioia di aver risolto il problema era tale, che abbiamo deciso di portarci anche l'Ingegnerino.

Ovviamente mercoledi' e' stato un giorno delirante un po' per tutti, lavorativamente parlando, dico. Usciti dall' ufficio tardissimo, abbiamo raccattato il fighissimo Land Cruiser bianco, impacchettiamo la roba, caricato alla buona la macchina, e siamo filati a letto.
Giovedi' mattina alle 5 siamo partiti direzione Al Khamil, dove alle 8 ci aspettavano gli altri.
Lo dico sempre, e' ora che la gente del PDO (il dipartimento dei petrolai) inizi a lavorare seriamente e a percepire stipendi da persone normali e non da calciatore Italiano. Loro erano gia' partiti nel primo pomeriggio e si sono fatti la strada con calma, tutti con la loro terza automobile (comprata al solo scopo di distruggerla nel deserto). Noi, tuttavia, tenendo una tranquilla media di 180 (fortunatamente qualcuno aveva disattivato la spia dei 120 km/h, che nel Cruiser e' fastidiosissima), siamo riusciti a presentatarci addirittura in anticipo.


Finalmente partiamo, sgonfiate le gomme alle porte delle Wahiba, mi pongo al posto di guida (e non sono praticamente riusciti piu' a farmelo mollare) e via.

Si inizia subito con una duna piuttosto piuttosto alta e non troppo compatta, il mio battesimo del deserto mi vuole vedere in faccia sin da subito.
L' Agente Tackelberry (un tipo scalzo e seminudo, coperto solo da un gile' beige e da un paio di pantaloncini lisi) e famiglia, cane compreso, si sono subito insabbiati con il loro Hummer. Seguiti a ruota dall'Omanita Geloso, che partecipava con Land Cruiser a noleggio e che ha mostrato nel corso della traversata notevole invidia e disappunto per la perizia del nostro equipaggio FEMMINILE. Parlo di equipaggio femminile perche' l'Ingegnerino non si puo' contare. Per la maggior parte del tempo non ha fatto altro che ingozzarsi di datteri, sputando i noccioli dal finestrino e affermando fieramente "Sto spargendo il mio seme in Oman", accompagnato pane arabo e pringles (adattissime nel deserto, direi). Ha guidato per un certo tratto, contribuendo con perizia al so called "Italian Job", che io ho provveduto a completare il giorno seguente.

Devo ammettere che ai primi tentativi ho fallito miseramente pure. Sabbia troppo morbida, macchina troppo pesa e inesperienza. Abbiamo visto che il Guru (uno degli organizzatori, con Land Cruiser in tinta con la maglietta e con l'attrezzatura piu' figa di tutti) aggirava la cosa, e l'abbiamo seguito.

Dopo l' incitamento dell' Organizzatore2, che continuava a ripetermi "Non e' la tua macchina" (cosa che ho poi seguito pure troppo), ho lanciato il mezzo a tavoletta su per la duna. Ed e' andata. E' stato come un interruttore.

Tenendo nella mente il mantra del Guru "Momentum is your friend, Speed is your Enemy", abbiamo proceduto egregiamente, scalando dune e scendendo dolcemente da strapiombi di sabbia semiverticali. Insabbiandoci, talvolta, ma sempre con stile. In questi casi, a differenza dell'Omanita Geloso, ridevamo e scendevamo a fare foto, fiere di essere riuscite a posizionare un Land Cruiser in posizione verticale nella sabbia o di averne trovato il baricentro perfetto, sulla cresta di una duna, lasciando tutte e quattro le ruote in aria. In realta' poi questo non e' successo cosi' frequentemente, considerando il peso del mezzo e la mia prima volta alla guida. Ma soprattutto MAI di fronte agli occhi dell' Omanita Geloso. Il quale e' diventato il nostro acerrimo nemico, e soprattutto, continuava ad insabbiarsi in punti (difficili) che noi superavamo senza sforzi. Vedendo il suo modo di doverci dare consigli per forza o correggerci su qualcosa che avevamo fatto o su un modo o un altro di superare dei punti, ma soprattutto vedendo come godevamo quando si insabbiava, abbiamo capito perche' la prima cosa che ci e' stata raccomandata nella lezione di teoria era stata: "Don't be belligerant with other members".

Ovviamente eravamo incitate dagli altri partecipanti, soprattutto dal Tedesco (Organizzatore3) che ci ogni tanto ci metteva un po' alla prova, ma che si vedeva chiaramente che era fiero, assieme ad Organizzatore2 e al Guru, dei 'mostri' che aveva creato.

Tutto questo ci ha fatto meritare un gustosissimo gelato alla pausa pranzo, offerto dal Guru. Il Guru e' il Guru, d'altronde, e riesce anche a portarsi i gelati nel deserto.
Abbiamo guidato per tutto il giorno, compiendo 30 km. Insabbiandoci, ridendo, distruggendo il paraurti posteriore (che magicamente e' tornato in forma da solo dopo una successiva botta) e quello anteriore (che invece non ne ha voluto sapere di sistemarsi spontaneamente). Ogni volta ringraziando con cuore i meccanici che si erano trattenuti la Hummer di Alessandra.

A sera, esausti ma fieri, abbiamo montato il campo, allestito il barbecue e gustato Prosecco e vino rosso, ovviamente rigorosamente in flute e calici di vetro, ascoltando un ottmo sound generato da casse Bose. Non stupitevi, pare che questa finezza non sia niente in confronto a quello che Claire e Guillermo si portano solitamente quando campeggiano con Laurence (il Land Rover, che usano per i campeggi stilosi).

Il giorno seguente, dopo un' ottima colazione siamo ripartiti, completando la nostra avventura e finendo di imbozzare il parafango anteriore. Infine siamo usciti dal Deserto e stanchi e contenti siamo tornati a Muscat.
Ovviamente, non potendo restituire il cruiser in quelle condizioni, ci siamo diretti a Wadi Khabir, la malfamatissima zona di Carrozzieri, Carpentieri e Fabbri. Con mio enorme stupore, essendo Venerdi' pomeriggio erano tutti chiusi. Vengo da Salalah, li non e' cosi', solo nella fiorente Muscat gli indianini dei vari workshop possono permettersi il giorno di riposo settimanale.
Ma Allah e' generoso, e a Wadi Khabir, il Sig. Al Bustan (che in realta' non si chiama cosi', ma che prende il nome dall' officina in cui lavora, come tutti gli altri, del resto) si offre di lavorare all' Italian Job dalle 7 a mezzanotte.
Dopo una cena -e una pennica sul divano di Alessandra- torniamo a riprenderci la macchina e voliamo dritti all' ufficio della societa' di ingegneria che ce l'ha procurata (e dove l'avevamo presa il Mercoledi' sera).
Li ci attendeva, addormentato sul cassone di pick up, un tecnico omanita della suddetta societa', pronto a ripartire (nella notte), alle volte delle Wahiba per raccogliere campioni di sabbia. Unico bagaglio: un cuscino, un paio di ciabatte e dei sacchetti di plastica (per i campioni di sabbia)... e una notevole dose di "Allah Kareem" (Allah e' generoso).

lunedì 12 ottobre 2009

Absconding... (o anche: motivazioni del mio silenzio)

Non ho piu’ postato niente ma ho avuto delle giornate veramente piene.
Gia’ il fine settimana della festa all'ODC era stato notevolmente faticoso, se ci aggiungiamo poi che il venerdi’ l'avevo passato in tre piscine differenti (Muscat Holiday per il consueto allenamento, a seguire da Eternally Distracted (nuova conoscenza scoperta grazie ad Ale) x oziare un po’, ed infine a quella del Crown per l’aperitivo)… cose di cui, qui, non mi stupirei piu’, se non me lo facessero notare.


Sabato scorso era arrivato il capo, portando doni, tra l’altro, e la sera me ne ero andata a mangiarmi dentice e gamberoni alla brace con i Ferraristi venuti a Muscat da Dubai per vendere un paio di autovetture ad un ministro del Baharein. Il quale sicuramente si sara' gia adoperato per distruggerlo alla prima roundabout.
I Ferraristi, tra cui c’e’ un compaesano ritrovato quest’ estate dopo anni di mia latitanza dalla citta’ Labronica in Capraia, mi avevano pure invitato alla cena di rappresentanza col Bahareino. Purtroppo ho dovuto dissertare l’interessante evento a causa dei 1000 impegni, piu’ l’arrivo del giovane collega coincidente proprio con la serata, spedito da casa base a supportarmi per un tempo non chiaro.

E' seguita una settimana piena di tediosissimi impegni lavorativi, solite varie ed eventuali, da sbrigare tutte in una botta sola, sfruttando al massimo la presenza del boss a Muscat.

Non sono mancati amichevoli tafferugli (in cui io ero piacevolmente spettatrice) e di cui l'Ingegnerino (il collega di supporto, che merita una dozzina di post a se') ha pagato piu' o meno le conseguenze. Pur non avendo alcuna colpa.

Cosi' facendo, la settimana e' volata. Il capo, ripartito, ed io ho portato giovedi' pomeriggio l'Ingegnerino in spiaggia 'al ghetto' a rilassarsi un po' dopo i turbinosi eventi della settimana.
Il povero 'picciotto', infatti, mai uscito dal tragitto Cinisi - Palermo, ha ricevuto subito il 'benvenuto all' estero', grazie ad Aereoporto di Roma S.p.A. che gli ha trattenuto la valigia per una settimana.
Giocoforza, ha dovuto arrangiarsi e comprarsi qualcosa per rivestirsi.
Solitamente e' consigliabile, per chi viene per la prima volta nel Middle East, di aspettare un po' di tempo ed ambientarsi, prima di entrare da LuLu. Ma il malcapitato aveva da spendere velocemente copiosi Riali in cose totalmente inutili e che a condizioni normali non si sarebbe mai comprato, purche' di prima necessita' (vedere anche Carta dei Diritti del Viaggiatore, al punto Smarrimento Bagaglio), cosi' ho pensato che LuLu avrebbe fatto al caso suo.

Venerdi' poi, nonostante le raccomandazioni del capo, me lo sono portato in barca alle Daymanyiat perche' facesse un po' di snorkling e vesse un po' di pesciolini.
Ora... io non capisco perche' tutti si raccomandano sempre, se mi porto qualcuno in una delle mie numerose attivita', che lo riporti a casa sano e salvo. Fatto sta che forse stavolta il capo aveva ragione.
Ad un certo punto pare che l'Ingegnerino abbia visto uno squalo enorme e che abbia nuotato a velocita' della luce verso la barca al grido di "Aiuto, uno squalo!". Noi eravamo sotto, io personalmente stavo facendo i grattini ad una murena, e non abbiamo visto nulla. Solo Maura e Capitan Salem hanno potuto godere della scena.

Altra scenetta che pare mi sia persa (e che mi e' stata raccontata solo stasera) e' il recupero di un' ancora di notevoli dimensioni tutta arrugginita, che giaceva sul fondo dell' acquarium da mesi e che nessuno mai si cagava. Pare che l'Ingegnerino sia quasi affogato, ma che l'abbia portata a bordo tutto fiero dell' impresa (e anche un po' scocciato del fatto che nessuno abbia mostrato molto entusiasmo).

Sopravvissuto al w-e (anzi, devo dire che l'Ingegnerino non pare scoraggiarsi, di fibra forte, mi dicono da Palermo), il collega mi ha supportato in questa settimana senza il capo e piena meeting.
Il piu' esilarante e' stato quello dai Quantity Surveyor, un simpaticissimo Team di scozzesi (anche qui vi faro' un post...)... insomma, il collega non brilla per la conoscenza delle lingue anglofone, cosi' ho deciso di non perdere occasione per trascinarlo in serate "full of Expats".
Lui non demorde e sta reggendo benissimo le dure prove a cui io e la brillante Avvocatessa lo sottoponiamo. Al punto che ogni tanto, tutto sconsolato, mi confessa che non vuole tornare in patria (e chi lo vuole, dopo aver vissuto un po' qui?), tanto che io temo la ramanzina del capo per non averlo fatto soffrire come si deve. Beh, ieri ci ho provato e gli ho fatto saltare il pranzo. Ma non ha fatto una piega.

Comunque, tornando ai miei impegni e alle varie di questa settimana... tra le novita', Corso di Guida nel deserto.
Ieri sera abbiamo avuto la teoria, dove abbiamo imparato almeno una ventina di modi diversi per morire nel deserto, giovedi' e venerdi' avremo la pratica: attraversamento delle Waheiba Sands. Con tanto di pernottamento.
Con mio grande stupore ho scoperto che una delle maggiori insidie delle Waheiba sono gli 'aggressive beduins', pare abbiano istituito anche un call centre (un po' come le info sul traffico autostradale di Info Radio), che da informazioni sulla presenza di beduini aggressivi e sulle procedure da tenere.
Preoccupatevi seriamente se sabato prossimo non avete mie notizie. Preoccupatevi piu' che altro del fatto che, conoscendomi, c'e' la seria possibilita' che mi sia innamorata follemente di un beduino e che abbia deciso di trasferirmi in un oasi in mezzo al nulla con la mia dolce meta' nullatenente e nullafacente, dopo averlo messa in riga a dovere.

In questi giorni, piu’ o meno scherzosamente, sono stata accusata di ‘ciabattamento*’ da qualcuno di voi compatrioti. Dal termine, avete capito chi. Quindi non ritengo necessarie altre spiegazioni.
Ora, a parte che …da qual pulpito!!, poi capite anche voi che con la mia durissima ed impegnatissima vita, tra lavoro, vita sociale e studi antropologici, non mi resta purtroppo il tempo per questo genere di cose.

E non ridete, che e’ un serio dramma umano che si consuma nel Sultanato. Abbiate pieta’.

venerdì 2 ottobre 2009

Beach Party...

Ieri sera interessantissima festa in spiaggia all' ODC. Vale la pena partecipare a queste feste solo per l'interessante studio antropologico che ne puo' conseguire. Anzi, solo per questo. A queste serate non si va certo per conoscere gente, ne' per sperare di trovare la propria 'anima gemella'. Mai, in generale, qui a maggior ragione. Ricordo che questo e' un paese in cui le persone con cui varrebbe la pena anche solo parlare sono gia' sposati e con cinque o sei figli e a queste serate non partecipano. Lato Expat, ancora peggio.. a parte che la maggior parte non e' ancora rientrata, ad un beach party all' ODC trovi essenzialmente manager del Nord Europa o Americani, con la panza ed il boccalone di birra e che sono da tenere a notevole distanza (per una serie di ragioni non approfondibili in un blog).
E' stato il puro spirito scientifico a trattenermi li fino alla fine della festa, nonstante l'azoto che avessi in corpo dopo le due immersioni del mattino.

A questo genere di eventi mondani meno chic trovi il genere di persone che mai ti sogneresti di incontrare in un paese Islamico.
-In pole position metto sicuramente 'il pirata', tipo coi capelli lunghi ed orecchini da pirata, pantaloncini militari vita bassa, molto bassa (troppo bassa...bleah), pieno di tatuaggi, che pare abbia un centro pilates e faccia il personal trainer...
-Coppia Lui-Lei vestiti (uguali) di bianco (tipo Emo, per intendersi, mi rivolgo ai Capraiesi) con lunghi caftani e corredati di fascia bianca in capo.
-Omanita che conosco in quanto viene di tanto in tanto a fare immersioni, ed ha una macchina targata 69 (sapete che qui le targhe hanno un mercato... il numero poi credo se lo sia scelto), vestito normale, ma che passava, di quando in quando, per mano ad una diversa.
-Vari esemplari della fauna locale con improbabili tatoo di henna, ognuno con un accessorio particolare (il mio preferito era quello con gli occhialoni da sole bianchi di LuLu), che hanno ballato forsennatamente dall'inizio alla fine, sincronizzatissimi, dando prova di essere degli affezionati di questo genere di serate. La cosa che mi ha meravigliato di piu' e' che hanno ruscolato un casino.
-Tipo del Dive Centre, sempre (fortunatamente) a debita distanza, con sguardo inquietante ed ammiccamanti ancora piu' inquietanti, che non ha smesso per tutta la serata, nonostante sia stato ampiamente scoraggiato. (Col cavolo che Marco mi trascina a fare la notturna all' ODC!!)

Seguono poi vari teatrini dell' assurdo, in cui stavolta io non c'entro (e qui non vado oltre, tanto i locali che mi leggono sanno bene a chi mi riferisco), un paio di risse tra omaniti (mai a causa di donne, ho il sospetto che i motivi siano altri), due filippine (anche carine) che si sono morse a sangue per un orrendo ciccione.

Seguiva poi un dopo festa a Yitti, cui non ho partecipato data la stanchezza e la scarsa voglia di rischiarare l'ergastolo. In piu' stamani mattina alle 8.30 doveva venire la ditta per la annuale disinfestazione degli scarichi.
Alle 8.30, infatti, un indianino vestito da Ghost Buster con tuta beige e maschera mi si e' presentato alla porta ed ha iniziato a spruzzare roba in giro per tutta la casa. Aspetto che finisca poi vado in pischina. Almeno evacuo un po' le sostanze tossiche con cui ha ormai saturato l'aria.

mercoledì 30 settembre 2009

Le relazioni pericolose...

Non volendo stamattina devo aver sgamato uno di quei superinciuci tipici di Muscat. Reato penalissimo, con rischio di accusa di human traffic e prostituzione.

Stamattina appena alzata ho potuto constatare che ci vedevo di nuovo; guardandomi allo specchio, pero', ho potuto constatare anche che non avevo una gran bella cera. Bridget Johns in sindrome premestruale, dopo una notte di pianti e vodka, dopo essersi lasciata da Darci, avrebbe avuto sicuramente gli occhi meno gonfi dei miei di stamani. Niente visite ai Ministeri, stamani, e da evitare eventuali o inavvertiti incontri con eccellenze. L'ombra dell' H1N1 incombe su Muscat e non e' porprio consigliabile farsi vedere da vari H.E. a meno di essere in perfetta forma, se non vuoi essere bruciata al rogo con l'accusa di untore.

Chiamo quindi, come da accordi e all'orario da lei stabilito ieri, una segretaria di uno dei vari HE per spiegarle che non passero' dall'ufficio a ritirare questo o quel documento stamani. Anche nell'eventualita' (remota) che fosse pronto.
Chiamo a lungo. Nessuna risposta.
Mi sono immaginata la povera fanciulla asiatica, a capo chino, di fronte al principale, che nel frattempo la redarguiva ben bene. E non ho voluto insistere.
Mi richiama lei poco dopo, tutta trafelata, sta andando in ufficio e HE e' li' (e lei e' in ritardo) e neanche ascolta quello che ho da dirle. Brutta oca dormigliona, c@%%* di un'asiatica... penso.
Col giramento (avevo da dirle cose importanti che doveva riferire e questa tacchina manco connetteva) parto e vado in ufficio. Sarei dovuta stare a casa, ma avevo troppe cose da sbrigare.
Mentre tento di spiegare a Zueina, l'arzigololato sistema di contabilita' richiesto da casa base, squilla il tel.
Numero da VIP, che io pero' non conosco... Lui mi manca, penso incuriosita...
Io: Hello?
Lui (in Inglese, ma si capisce che e' Omanita): Mi hai chiamato alle 8.30.
Io: No, mi dispiace deve avere sbagliato.
Lui: Lei chi e'? Cosa vuole da me? Perche' mi ha chiamato alle 8.30?
Io inizio ad alterarmi. Dopo aver detto chi sono e la societa' per cui lavoro. Cerco di mantenere la calma. Spiego che stamani ho fatto una sola telefonata, UNA in tutta la mattina. E poi, non so come mi viene fatto, non so perche', quasi per dimostrare che non dicevo una bugia, ad un certo punto dico anche il nome della segretaria che avevo chiamato. Stupore. Il tipo la conosce. E sembra anche che la conosca piuttosto bene. Guarda le coincidenze...
Lui: Ah! ok. L'ha trovata?
Io: Si, mi ha richiamato lei poco dopo. Scusi, posso sapere con chi sto parlando?
Lui: Sono ***(Nome tipicamente Omanita)
Io: Mi spiace dell' equivoco Mr ***, ma io non la conosco, ne' tantomeno l'ho mai chiamata.
Lui: Bene arrivederci.
Fine della chiamata.

Dopo un po' mi richiama la segretaria. Antipatica da morire e inacidita, mi fa, senza neanche almeno il classico Hallo:

Lei: Mi dici chi sei?
Io dico chi sono, la societa' e penso, C@%%* di oca di un'asiatica... ti ho dato il biglietto da visita nemmeno 24 ore fa'...
Lei: Chi ti ha dato quel numero?
Io (respiro, profondamente poi enspiro e dico): Senti, io stamani ti ho chiamato. Tu non hai risposto. Poi mi hai richiamato. Punto. Fine delle volte che ho usato il telefono stamani. Nessuno mi ha dato quel nimero, che io non ho chiamato perche' non so assolutamente chi sia ne' per quale oscura ragione.
Lei (dubbiosa): umm. bye.

Il giro di telefonate si ripete un altro paio di volte. La cosa dapprima mi infastidisce, poi mi incuriosisce da matti. La terza volta dopo che lei mi implora di dirle chi mi ha dato il numero, mi ritorna in mente l'oggettino bianco e rosa nuovo nuovo con cui lei spippolava forsennatamente l'ultima volta che l'ho vista. E mi viene l'illuminazione!
E dico: Senti, non e' che a son di spippolare hai messo la divert call proprio sull'ultimo numero su cui l'avresti dovuta mettere? Ti consiglio di controllare...
Lei: UH! Oh! hihihi! (OCA!!) Byeee!

Ho immediatamente deliziato del Gossip Zueina e Asmah, che avendo assistito a tutta la scena, mi guardavano con due enormi punti interrogativi sopra la testa. E mi sono rimessa al lavoro.

[Tendo a precisare che non ce l'ho con gli asiatici, anzi. Ma tutte le segretarie asiatiche con cui ho avuto a che fare qui sono state delle oche altezzose... ed e' sempre venuto fuori qualche altarino. Questa poi non la sopporto un granche'. E' pure maleducata.]

martedì 29 settembre 2009

Oman directory...

Chi abita in Oman e' d'accordo con me. Vale sempre la pena consultare l'elenco del telefono, l'Oman Directory appunto, perche' riserva sempre delle sorprese divertenti ed e' pieno di cose curiose. A me mette il buon umore.

L'elenco del telefono e' una delle tante cose che mi fa riflettere sul fatto che sto vivendo una vita surreale. In un paese surreale. In cui accadono cose che solo qui possono accadere. E quando rifletto su queste cose, mi rendo conto di quanto ami questo posto e che sarebbe impossibile per me, ora come ora, vivere altrove.

Tra le varie chicche, vi segnalo:

La pagina dedicata alla Royal Family, con i numeri delle varie Altezze reali (vedere anche http://letteredalloman.blogspot.com/2008/11/pagine-gialle.html), in modo che possiate chiamare il vostro principe preferito al numero di casa o al cellulare, o magari mandargli un fax.

Lo stesso dicasi per tutti gli Advisor, i parlamentari del Majilis, i ministri e i vari sottodipartimenti dei vari ministeri. Volete chiamare il centro di addestramento militare (battle training centre) sul Jabal Akhdhar? Lo potete fare, 24/7.

Altra cosa. Noi abbiamo gli elenchi telefonici provincia per provincia, se volevi i numeri di un' altra citta', nell'era pre internet, dovevi andare alla Sip. In Oman, in 280 pagine risolvi tutto il paese. Ole'. Addirittura, nel caso di Al Wusta, un'intera regione occupa comodamente una paginetta scarsa. E manca pure qualche lettera.

L'elenco e' suddiviso per regioni. Punto. Non c'e' un ulteriore suddivisione, che so, per wilayat (suddivisione amministrativa simile al comune), no. I numeri degli abbonati di ogni regione sono tutti insieme, ordinati in ordine alfabetico. Si.

Per nome. Primo nome, secondo nome, terzo, ecc. Tizio Bin Caio Bin Pinco Bin Pallino. A volte il cognome (che poi e' il nome della tribu) viene omesso. Ora sapete che in arabo il secondo nome e' il nome del padre, il terzo del nonno e cosi' via. Bin significa appunto "figlio di".

Bene. Avete conosciuto qualcuno e cercate di ritrovarlo sull'elenco? Scordatevelo. A meno che non vi siate premuniti di chiedergli l'albero genealogico fino almeno a quattro generazioni fa.

Ma ve lo immaginate quanti inciuci sarebbero andati a monte se nell'era pre cellulare, i nostri elenchi fossero stati redatti con la stessa logica?

Ai miei tempi, sapevi il cognome, ti informavi su' per giu' dove stava o lo seguivi fino a casa. Ed era fatta. Se fosse stato come qui... AUGURI! Non c'e' nemmeno la via o il block: qui non c'e' la domiciliazione postale, pertanto non c'e ragione di riportare way no. & block no. nell'elenco. Se disgraziatamente si chiamava Mohamed e stava all'interno del governorato di Muscat, ti dovevi rassegnare a provare tutti i numeri dalla pagina 88 alla 94 (4 colonne x pagina, fitte fitte di numeri). Avanti che l'avevi trovato, ti eri gia' innamorata di un altro e la storia ricominciava.

Ora capisco il perche' tendano a sposarsi tra cugini di primo grado. Tutti conoscono il nome dello zio e del proprio nonno.

Ultima perla dell'elenco (per stasera, tanto lo so che prima o poi scopriro' qualcosa di nuovo), si chiama International Dialling Codes. I prefissi per l'estero.

Di tutti gli stati del mondo.

In questa sezione segnalo intanto, la suddivisione tra Spagna e Baleari: secondo l'Oman le Baleari sarebbero uno stato indipendente, come fa notare AZ.

Poi richiamo l'attenzione sulla sotto-sezione ITALY, riporta anche le cosi' dette Area Codes, i prefissi di Comuni. Ovviamente non tutti non potrebbe. Solo alcuni. Non so con quali basi e' stata fatta la cernita, ne' da chi. Forse sulla base dei posti di villeggiatura preferiti dai curatori dell'Oman Directory. Ovviamente ci vuole un po' di fantasia nel capire a quale citta' o localita' si riferiscano. Su alcune proprio... il buio. In piu' non capisco con che criterio siano state elette le localita' da ricordare e perche' alcune sono state riportate correttamente, nonostante magari piu' difficili di altre...

Comunque l'Oman e' a conoscenza dei seguenti posti 'somewhere in Italy' chiamati:


Abrelea, Aefriya, Afeersa, Afyelind, Alasiou, Alexandriya, Amalfi [c'e' stato Qaboos, quindi lo conoscono bene], Ambriya, Ancona, Anzio, Awsta, Ayesty, Banifanto, Bari, Batibagilya, Baviya, Bella [non ho sbagliato, la i non c'e'], Benrolo, Birgamo, Bologna [questo e' grazie al mitico prof. Costa, archeologo che per decine di anni e' stato consigliere del Ministro dei Beni Culturali], Bolzano, Bonteryomly, Bordefir, Bortofino, Bostorsezio, Braa, Brescia, Cagliari, Capri, Caserta, Catania, Como, Disinzano (Dil Jarda), Fanthamijaliya, Florence, Genoa [credono che le citta' prendano il nome dalla relativa squadra di calcio], Ischis, Jalaarti, Kamojli, Kasali Monfirato, Kasino, Katanzaro, Katolika, Konew, Krimona, La Spezia, Latina, Legnano, Lijnanosabia, Liko, Liverno [ALE' ALE'], Majinta, Marjirta Lijoor (South) [devono averla presa da un cartello dell'uscita autostradale], Messina,Mestre, Milan (Milano), Mirati, Modena, Monza, Moulvita, Naples, Nofar, Nowlaa, Padua, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro, Pescara, Pacenza, Pissa, Prato, Rabalow, Reggio Emilia, Rifoli, Rimini, Riti, Rome, Salerno, Sanmarino, Sanrimo, Sasari, Satrisa, Savona, Sefitafikshya, Shefary, Sherry, Sirjino, Sistareri, Sister Lifanti, Sorrento, Soura, Tifoli, Torre Del Greco, Trabani, Treviso, Trieste, Trino, Turin (Torino), Udine, Valizia, Varese, Vatican, Vejivano, Venice (Venezia), Verkely, Verona, Vetirbo, Vicenza, Virosinoon, Vormila.




Vi ho evidenziato i miei preferiti.. ditemi i vostri!!

Oman Directory (premessa)...

Lo so, lo so. Quando ti metti a consultare l'Oman Directory, non e' un buon segno. Ed in effetti sono a casa con una fastidiosissima congiuntivite che mi ha fatto lacrimare e smoccicare tutto il pomeriggio. Asmah pensava che avessi quasi 'love problem' e per tutto il tempo, in ufficio, cercava di spingermi a raccontare, immaginandosi non so quale tragico amore con qualche beduino turbantato del Rub al khali.
Un paio di fornitori che sono entrati, vedendomi in quelle condizioni, se la sono data a gambe. Lo spettro dell'H1N1, sta rendendo questa citta' sempre piu' paranoica.
Zueina, piu' sveglia, ha spedito il prode driver Abdul Aziz a comprare il collirio(ho il sospetto ci sia andato solo perche' cosi' aveva occasione di guidare la mia macchina),collirio che, ore dopo, mi ha permesso di riacquistare la vista. Quanto basta per tornarmene a casa e restarci.
Anche i supereroi, hanno il loro tallone d'Achille. Il mio e' la carenza di sonno.
Sabato sera: serata intellettualoide con Martini Gush, a parlare del suo progetto, delle mie foto, di pvc, di gossip locali e internazionali, sorseggiando un ottimo rosso.
Domenica sera: Dopo cena da "mamma R. e babbo M.", con Alessandra. Dove ho visto la torta di mele piu' grossa della mia vita. Mamma ci ha mandato a casa con un kg di torta a testa per la colazione.
Lunedi' sera: European Business Persons Group. Dove non si va per il Business, ma per bere e mangiare alla salute dello sponsor di turno (grazie Nawras) e dell'Intercon. Tra i personaggi da segnalare, oltre alle note colonne portanti, una tipa che ancora mi mancava di vedere, che potrebbe essere una via di mezzo tra Mamma Franca e la moglie del Cappellaio Matto.

Capite che, ridendo e scherzando, ho sempre fatto tardi. E il mio corpo oggi mi ha imposto di fermarmi. Proprio alle 6.30 mentre, al buio, in camera e sdraiata sul letto, continuavo a strizzare a due mani la boccetta di collirio, nel vano tentativo di riacquistare la vista, mi chiama 'il fratellone'... visita a Qantab e cena con lo staff della "Barca". Un tizio (lo spiego a chi non lo sapesse, anche se dubito che qualcuno nn sappia di questa storia) sta costruendo una Dhow Omanita, barca tradizionale, utilizzando metodi, strumenti e materiali antichi (o roba del genere). Una volta completata la barca verra' varata (pare la prossima settimana) alla volta di Chissadovemoltoinshallahsemprechenonaffondi. Questa e' la seconda volta che il prode esperto di legname 'archeologico', prende le vesti di Noe'e si cimenta in un'impresa simile. La prima volta, pero', la barca non riusci' neanche ad uscire dal golfetto. Appena varat, affondo' miseramente di fronte agli occhi di tutti, compresa Royal Family e Ministri. Pare che lo 'skipper' (archeologo) abbia raggiunto poi a nuoto la riva, dove e' stato soccorso dalle varie Eccellenze presenti. Poiche' gli Omaniti sono veramente un popolo generoso e molto benevolo, hanno dato una seconda opportunita'. Quale stato, ti rifinanzia una c@%%@!@ del genere, con la crisi che c'e' in giro dopo i precedenti?
Noe' ci teneva presentare il progetto e lo Staff al 'fratellone', dato il suo ruolo nell'ufficio del Consigliere del Sultano per gli Affari Culturali, e all'affascinante Prof-Fotografo, dato il ruolo e il rapporto che lui e il padre hanno col Consigliere.
Insomma stasera mi sono persa questa popo' di serata qui, il tutto per una cavolo di congiuntivite.

Con questa premessa capirete perche' stasera ho preso l'Oman Directory e mi sono messa a sfogliarlo. E se non lo capite, lo capirete al prossimo post.