lunedì 19 maggio 2014

"Do this things really exist?" o anche La Grande Bellezza


Stasera non vi parlero' di quello che avviene qui (noterete x altro che sono sopravvissuta all'impresa di nuotare oltre 4 km e ve ne parlero' un'altra volta), ma di quello che avviene li da voi, di come ci- anzi vi vedono (hey, io un po' fuori dagli schemi sono sempre stata, con la mia ape cross), e di come e' stato guardare la Grande Bellezza con una Venezuelana e un Tedesco.Entrambi adulti e vaccinati. Entrambi hanno girato il mondo. Eppure per entrambi quel film e' stato semplicemente surreale. Ho totalmente disimparato l'Italiano e non sono mai stata ferrata nel cinema (che non sia Marvel, super eroi e action pura). Quindi la critica che leggerete non e' di un qualche sofisticato critico 'mai piu' senza', per quella cercate altrove, ma sono le riflessioni di un'emigrante, in un paese che a casa mia e' visto o come "oddio l'arabi, se c'e' un cattivo nei film e' l'arabo..." oppure "ma il tuo migliore amico/la tua migliore amica ha un pozzo di petrolio? perche' non ti sposi uno sceicco?" (Vedo le vostre facce curiose e vi rispondo: La mia migliore amica, pur essendo della Muscat bene, lavora duramente e si mette i soldini da parte x le vacanze, come tutti noi. E no, non ha un pozzo di petrolio, non lei personalmente almeno. Forse qualche casa, ma solo perche' qui non c'e' l'ICI. E io nei miei "mid 30's" sono completamente fuori dai giochi, qualsiasi sia l'eta' dello sceicco in questione. Quelli della mia eta', invece, intendo quelli 'europeizzati' e single, si godono la singletudine come lo farebbe un qualsiasi 30enne single Italiano in vacanza a Rimini a ferragosto. E tutto passa loro x la testa meno che invitare fuori a cena un' ingegnera zittella e attempatina. Figuriamoci sposarsela.)

Detto questo, stasera, in tre, con tre storie diversissime, da tre parti del mondo diverse, abbiamo guardato un film che meritatamente ha vinto un oscar. Tutti e tre, pur avendo visitato Roma piu' volte, siamo stati d'accordo su un punto. Roma e' Roma e non c'e' niente da fare. Lo guardi e hai voglia di tornarci, subito. Due su tre, pero', hanno creduto che il film fosse fantascienza pura. 
Una bella storia, sottile, ironica (solo io percepisco la profonda tristezza di quel film??) ma pura finzione. Forse alcune scene sono tirate all'estremo, certo. Per quanto un personaggio dell'Elite culturale, Jep puo' osare al punto di avere una sorta di Madre Teresa a cena. Parliamone. 
Come pure il superlatitante vicino di casa. Nell'era di Internet, impossibile che non riconosci un superlatitante. Devi proprio vivere fuori dal mondo, come me. Ma se fosse stato ad esempio uno che vive di tangenti, o un grosso imprenditore che per aver fatto come fan tutti, si ritrova con i carabinieri in casa, ad un pubblico italiano, forse sarebbe stato anche troppo comune. Quindi questa a Sorrentino gliela passo.

"Amazing parties!!!!"... Si, tutto vero. Pare ci siano feste sulla Via Appia che non sei nessuno se non ci vai. O meglio sei come il restante 80% di Roma, quindi nessuno nello spirito del film e dei suoi personaggi. Se sei qualcuno, vai a queste feste, sei il "re della mondanita' ". 
Poco importa se non sei neanche di Roma. L'importante che tu abbia uno dei seguenti requisiti:
1.  Hai un titolo nobiliare, si ok, che non vale piu' dal 2 Giugno del 46. Ma chi se ne frega: Feisbuk non c'era, nessuno ha condiviso lo status del referendum. Nessuno sa. Niente seflie, niente like... Sei nobile. Questo basta... (Che si possa affittare la cosa, cioe' partecipi e ti fai pagare x aver perso Amici magari,  che la cosa rende i party piu' cool non lo sapevo. Ora lo propongo anche ai miei amichetti qui...)
2.  Appartieni ad un'Elite pseudo-culturale, che so, scrivi, canti, sei un santone-guru, dipingi (sono un ingegnere e manco ho fatto il classico, ancora non so perche' AZ continui a parlarmi nonostante non conosca il latino. Ti faccio gli integrali a mente, ma di arte so poco. Nulla. Non mi resta. Non ho memoria. Eppure, i pochi artisti veri che conosco hanno sfondato da quando se ne sono andati da Roma, sara' un caso)...
3. Hai soldi abbastanza da fare feste, invitare amici, costantemente, essere cool, pagare aperitivi a tutti, mantenere l'apparenza di uno status che, nel periodo che sta passando l'Italia oggi, se e' la regola 365 giorni l'anno, diviene pure imbarazzante talvolta...
4.  Non appartieni a nessuno dei gruppi precedenti, ma vai al traino del resto.

"WTF? Is snowing like no tomorrow!!" e spiegaglielo alla Venezuelana e al Tedesco, che mi hanno nutrito stasera a insalata non OGM e ottima quinoa, perche' piena di principi nutritivi, ecc, ecc.. a quello che fa triatlon, vela, e [inserire combo sportiva faticosissima a piacere].. lo stesso che fu preso in pieno da una macchina -ognuno di noi sarebbe morto- ma era cosi' allenato, muscoloso e sano che ha solo perso 10 kg in un giorno, un po' di lividi, due mesi di stampella (quella dei vecchi quando non si muovono, il trespolo, intendo) e quattro mesi dopo era in barca con 25 nodi urlando "moooore!!!". Spiegalo a loro che si, circola un sacco di cocaina perche' fa cool. "Ma costa un sacco!!" dice la Venezuelana, che probabilmente dalle sue parti  la si produce e la si vende appunto perche' buon business, ma mica fessi sono. Mica se la fanno loro. Speigaglielo che la cocaina in Italia ha preso piede perche':
1. Fa cool, la coca e' sempre stata elitaria. Le canne da centri sociali, l'eroina da disperati... ma, wow, la coca...
2. Perche' non costa piu' poi cosi' tanto. In quanto la domanda e' sballarsi a lungo, tutta la notte. La coca pura dura poco. E' la chimica, in particolare le anfetamine che prolungano l'effetto. Domanda=offerta, non ci vuole l'MBA per capire che il mercato si adegua. 1% di coca, il resto chimica per farti andare avanti a lungo. E il prezzo scende (e le morti salgono). E tutti sono contenti. (Spiegaglielo poi agli amici che sai tutto questo perche' hai passato un periodo in cui il cervello umano ti affascinava al punto che con amico restauratore appassionato di chimica, hai passato serate a sgonfiare birrini leggendo libri sulle reazioni chimiche che avvengono nel corpo qundo ti droghi e perche'. Gli stessi amici che ti come estrai un cicchino dal pacchetto ti guardano come una tossica.)

Eppoi c'e' lei, Elisa, che ha amato lui una vita, ma si e' sposata con l'altro. Altro che, quando lei muore, verso la 60ina, va da lui, Jep (un po' stronzo direi, l'altro, a questo punto tienitelo per te), e gli dice che lei ha amato Jep ma ha sposato l'altro perche' era un ottimo compagno e che, sempre l'altro, ha scoperto tutto cio' dal suo diario, che poi pero' ha buttato.
E lui, Jep, si chiede perche' lei lo pianto' allora... A Capri.... Seppure l'amava cotanto, perche' si accompagno' al rassicurante 'altro'? Questa la Venezuelana e il Tedesco l'hanno capita da soli, credo. O hanno avuto il tatto di non chiedere ulteriori spiegazioni. 
Probabilmente se Jep ed Elisa si fossero amati al tempo di whatsapp e di skype, Jep sarebbe stato tutto uno smessaggiare con altre fidanzate o presunte tali, flirtare, invitare qui o li, nascondere Elisa, o far finta che non esistesse, preparasi i terreni, just in case non si sa mai, come un eterno ragazzino. Tutto pieno di se' e del suo apparire. 
Ed Elisa, che come Kubrick evidentemente immaginava le cose prima che venissero inventate, ha preferito il rassicurante "Altro". "Altro" talmente rassicurante che neanche ti ricordi il nome alla fine del film, ma che ha tutta la tua stima. 
E ancora una volta Jep, incarna l'uomo che e' 'l'Italiano medio, il re della mondanita', il Super Io allo stato puro", seppure Sorrentino lo riscatti facendolo essere culturalmente un gradino superiore alla sua cerchia di amici, fosse solo per il tono ed il linguaggio che usa. 
Ad ogni modo alla fine del film, Jep e' ancora li' che si chiede perche' e per come e' stato piantato, la Venezuelana ti chiede delle feste, che tutti ballano e ti dice ma quant'e' bella Roma! mentre il Tedesco e' li che ripete: "si lo ammetto, sono vestiti meglio di me. Ma io almeno non porto i sandali coi calzini". (E' vero. Per essere uno che viene dalle campagne al di la' del Reno, quasi belga, non portare i salndali o i calzini o, soprattutto, entrambe le cose insieme, devo ammetterlo, e' roba da National Geographic).

Nessuno ha notato una cosa. I party, tutti in case magnifiche o in locali super, sono frequentati dai 50anni in su... per carita' sono stata ad un concerto di una cover band degli AC / DC giovedi' scorso e a stento ho riconosciuto un paio di CEO di superduper societa' locali nella loro tenuta da bikers tornati ragazzini tutto d'un tratto, ma questi ci vanno una volta, due l'anno. Li era un continuo. 
Il film incarna perfettamente non solo la Roma, ma l'Italia di oggi. Questo forse il motivo del restrogusto amaro che lascia. La scelta del set sicuramente fara' bene al turismo della prossima estate, ma a noi Italiani dovrebbe far riflettere.
L'Italia e' stata la culla di civilta' che hanno dato origine a sistemi organizzati con forme parlamentari, ha visto nascere e svilupparsi correnti filosofiche, organizzazioni militari e strategiche impeccabili (questo non dovrebbe essere un vanto oggi, ma all'epoca aveva le sue ragioni), mercati, scambi, forme di colonialismo che talvolta rispettavano e imparavano dalle civilta' che "conquistavano".... e oggi? 
Quei monumenti, quella storia che respiriamo ogni giorno, quella Grande Bellezza che diamo cosi' per scontata... oggi, per alcuni che possono vantarsene, i pochi che ancora possiedono qualche palazzo, e' un vanto... per altri un modo per far colpo su questa o su quella turista, per molti un arredo urbano a cui non presti piu' molta attenzione. 
Quella bellezza che ci invidiano, quello che ancora muove turisti e quindi un po' di economia del paese, ma soprattutto quello che ci dovrebbe insegnare e far riflettere, nel film e' una cortina, una scenografia, forse per molti niente di piu'. Una serie di edifici decadenti, che, a questo punto mi viene da dire, teniamo su solo per "accanimento terapeutico" se non siamo in grado di imparare da questi.
E io, Jep e gli altri, un po' li ho visti, li ho conosciuti... li vedo spesso. Non solo a Roma. Ed e' il motivo per cui sono qui. 
E mi vengono in mente le parole di un amico belga, "collega" e acerrimo nemico sui campi di regata, in uno scambio di mail scherzoso, in cui lo sfotto' sportivo degenero' in spiegazioni e traduzioni dal Latino del De Bello Gallico, in cui lui era quello i cui antenati vivevano lontani da ogni forma di civilta', i barbari, "con le corna in testa" e mentre noi avevamo acquedotti, parlamento e commerciavamo con l'Oman (si ricade sempre sul tema, chi e' arrivato prima nel Sultanato).. e la sua risposta, un po' nel suo stile, vagamente offensiva, ma chiarificatrice dell' immagine che la Civilta' di oggi ha di noi:
"I have learned over the years not to argue with a women, as - as a man-  you can never win! As such, please accept my surrender! (The Belgians are not any more what they used to be, I admit). I was tempted to provide you with the appropriate comments to your dissertation that nicely unfolded below. After second thoughts, I think most of your comments are rather true, well done, especially related to the French being lazy. Nonetheless, keep in mind that it are eventually these very same barbarians that had to save "the pillars from history" from bankruptcy, not too long ago. The legacy of deceit, corruption and decadency still seemingly continues to live forth well embedded in the Roman day to day culture. This said, I think we all need to take credit for our own achievements, and not for those that we have inherited, whether it was for drinking beer unshaved in trees, or for eating grapes and drinking wine out of woman's naked womb."

In realta' fui io ad arrendermi. Il barbaro aveva ragione, su molte cose tra l'altro. 
Pero' vi chiedo, e' veramente questa l'immagine di noi che vogliamo dare? 

giovedì 24 aprile 2014

Siamo tutti sportivi 2. La vendetta.

Preambolo: Mi ricollego a vari post tra cui questo. (E spero che domattina mi ricordi, oltre alla password, anche come si fa a mettere i link).
Nel frattempo il Paggio e' stato licenziato, le avventure in deserto continuano, mascherate da Training o Events al punto che mi hanno fatto guadagnare l'accesso al Club "petrolai only" del Sultanato. Quando mi chiedono come hai fatto, dico volontariato. Che in realta' lo dico perche' e' la traduzione di volunteering e perche' non so piu' parlare italiano (ragione numero 4 per cui non scrivo piu'). In realta' il concetto e' lo stesso ma molto meno nobile del nostro significato di volontariato. E comunque avendo accesso "al paese dei balocchi", il Club "Petrolai only" appunto, cosi' definito da Padre con tanto di occhioni sgranati, il week end Omanita, anche quando non si svolge nel deserto, ha comunque un suo perche'.


VELA: Ero convinta di essere tornata ai miei 16 anni gia' nel 2010. Ora, nel 2014, ho la certezza di rivivere i miei 14 anni. Ma come se fosse una reincarnazione. Di quelle pero' che non rinasci mucca o sasso come ti fanno credere a Pune, ma che rinasci te stessa, solo piu' intelligente o comunque con l'esperienza della vita precedente.
Ebbene si, ho ricominciato la vela. Prima per gioco, cosi', tanto per fare. Poi sempre piu' incattivita. Azzecco i bordi, nemmeno Checco Bruni. (Se dico Straulino, poi Padre legge e dice: "sei vecchia dentro").
Io quando facevo vela in Italia regatavo contro i futuri campioni mondiali di questa o quell' altra classe, gente che poi ha fatto le olimpiadi... E facevo i miei dignitosi posti primo quarto di classifica, con Padre che poi per giorni mi ripeteva quanto ero dura, che "era cosi' facile il vento girava di qui, pero' la costa era cosi' la corrente andava di la' pero' il salto termico faceva si' che"... insomma... se prima ci voleva un dottorato in fisica nucleare e un nobel per competere con gli altri e non finire esimi, ora, con orgoglio, vinco. Anzi vinciamo.
E mi diverto. Anzi ci divertiamo.
Che siamo in due. Io e timoniere tedesco, che merita capitolo a se', non fosse per il fatto che lui la vela mica se la cagava cosi' tanto prima. E tiene sempre a precisare che e' il primo velista della storia della sua famiglia. E quando dice "storia", include anche le tribu' Celtico-Germaniche.
Ora che vinco e che posso fare cosa mi pare, finalmente sto a prua anche se sono nana. E anche se quando cerco di schienare al trapezio la barca fa quello che le pare e non mi sente, io e miei scarsi 50 kg siamo quelli incaricati di tenere la barca pari. In realta', finalmente, faccio di piu'. Faccio anche tutte le strategie, quelle che quando sei troppo piccolo per capirle cercano di spiegartele con filmati, diagrammi, vettori, che poi arrivi al dottorato di ingegneria e ti accorgi che la fluidodinamica applicata tu la applicavi ogni santa domenica all'eta' di 14 anni e senza bisogno di equazioni differenziali. E arriviamo terzi al campionato nazionale hobiecat organizzato dalla prestigiosa Omansail. Ora attendo solo che Stoccolma mi chiami per il Nobel...



NUOTO: Con gli impegni, le pause pranzo nuoto si restringono. Da tempo non nuoto per un' ora di fila. Ma il super club dei petrolai offre piscina e molto di piu'.
Di getto, prima di capire quello cui stavo veramente andando incontro, mi sono iscritta alla Fahal Swim. Aka:
1. Ti prendono alle 6 di mattina. Perche' tutti i petrolai si svegliano a ore assurdamente incivili, nei giorni di lavoro, figuriamoci i week end (come se il petrolio uscisse da sottoterra solo dalle 6.30 alle 7.30 di mattina, poi basta)
2. Ti depositano su un' isola a 4 km dalla costa
3. Ti fanno nuotare fino alla spiaggia del club, sfidando correnti, pilotine della Guardia Costiera, Jet Ski (moto d'acqua) guidate da omaniti e petroliere che semplicemente si stanno dirigendo nella baia adiacente dove c'e' la raffineria del paese che le riempie di oro nero e derivati con cui voi poi riempite le vostre Punto.

La prossima volta che fate il pieno alla Punto o alla vostra Y10, pensatemi, che probabilmente la stessa petroliera che vi porta il carburante per la vostra gita fuori porta, Venerdi' 9 Maggio avra' fatto una manovra alla Schiettino tentando di evitare me e altri 119 fusi di testa, che hanno improvvisamente deciso di fare a nuoto il canale piu' transitato del Medio Oriente.
E pensare che quando l'ho detto a Padre mi ha detto: "Attenta agli squali". Ho un padre ottimista e con decisamente scarsa propensione per la statistica.

BOCCE: Come ogni anno giochiamo a bocce. E come ogni anno, non passiamo il primo turno. Ma perdiamo con dignita', direi. Per altro in partite che durano ore e logoranti piu' della finale del mondiale di scacchi. Come ogni anno, giochiamo contro l' allenatore della nazionale di calcio. Quello di turno, intendo. Visto che, come ogni anno, a poche settimane dalla partita di bocce esce una rassegna stampa che l'allenatore viene licenziato ed e' invitato a lasciare il paese. Con effetto immediato.
Tanto che a me, negli anni, sta venendo il crescente sospetto che sia l'avvocato AZ, che combinazione e', come ogni anno, in squadra con me e quindi perde come me, che lo faccia deportare usando i suoi contatti.
Ora che ci penso, un anno giocammo anche contro un membro della Famiglia Reale. Bel ragazzo, tra l'altro, molto distinto, buone maniere. Alcuni lo davano tra i futuri "papabili". Bravissimo giocatore, ci 'sbocciava' ogni tiro decente, come si dice in gergo. Di fatti perdemmo. Ora che ci penso, da allora non l'ho piu' visto. Ne' se ne parla piu'.
Io comunque il torneo di bocce lo rifaccio, ogni anno, che mi diverte. Pero' sempre nella stessa squadra di AZ, anche se perdiamo, perche' non si sa mai...

A volte ritorno pure io...

Ma perche' non scrivi piu'? mi hanno chiesto...

Le risposte sono state:
1. Lavoro troppo, prima avevo piu' tempo
2. Non mi va di far sapere al mio capo, all' MI6, alla CIA, al KGB, a Obama e a Renzi, quanto ci si diverte e si sta bene in Oman (grazie al servizio statistico di Google vedi chi ti segue e da dove ti leggono e soprattutto, come sono arrivati a te. E sono sempre scoperte interessanti)
3. Quando non lavoro esco. Ogni sera c'e' qualcosa. Poi vi lamentate che non mi vedete mai...

La verita? iniziai tutto cio' per gli amici isolani, uno in particolare. Poi gli amici isolani accedono a feisbuk che c'e' l'applichetio' e viene bene. Il blog non lo leggono che e' piu' complicato. E la persona per cui iniziai ora non legge piu', ma mi piace pensare che spii ancora piu' di prima. E quindi poi smisi...
Pero' stasera mi hanno quasi convinto.
Quindi ricomincio a scrivere. Forse. Con la mia incostanza di sempre.

Disclaimer: scrivo di sera dall'iPad, che mi viene meglio. Nelle note.
Che poi il superextraincredibleduper sistema MELA sincronizzera' in tutti i device possibili (incluso il cellulare di mia madre ma questo perche' s'e' fatto un po' di casino a suo tempo nella condivisione delle applicazioni e ora vige il sistema comunista e pettegolo della simbiosi tra i vari appleID) e domani lo trovero' nel mio computer... cosi' bastera' fare copia incolla ed eccolo nel blog. Ammesso che mi rimembri la password.
Insomma, tutto questo per dirvi che avrete un blog bruttissimo. Ma "meglio che niente, marito zoppo". Come diceva la nonna di Madre, che evidentemente non conosceva l'Antipirateria...

domenica 11 settembre 2011

Gli Italiani lo fanno meglio…

Cosa? A parere di amici (maschietti) provenienti da Albione sicuramente indossare gli speedo in spiaggia… in alcuni casi concordo, ma credo che esistano anche altri motivi per cui valiamo. Motivi per cui canti l'Inno di Mameli a casa dell' Amba e ti commuovi.
L’Opera, la musica, la Cultura… e soprattutto ci riesce abbestia il racimolare i biglietti per uno spettacolo a invito per soli VIP.
I miei hanno una storia lunga. Fatta di incontri casuali con la persona giusta, sorrisi dosati e messaggi di “Buon Eid” e “Ramadan Kareem” (che tradotto e’ “generoso mese di digiuno ed astinenza”, solo a un sadico poteva venire in mente una formula simile…).
Ricevo un messaggio che mi chiede il mio nome e quello di un amico, per essere inserita nella lista degli illustrissimi da invitare. Insomma alla fine di tutto cio’ mi ritrovo in seconda fila (perfetta x me che sono semicieca), accanto ad eccellenze, dirimpettaia all'orchestra, proprio di fronte ad un contrabbassista fighissimo.

Quelli di AZ vengono da una serata al pub, assieme a Ross e CC. Il Sovrintendente del Teatro Regio di Parma e’ stato accerchiato da connazionali di sesso femminile in terra straniera e non ha avuto scelta, credo… povero.
Scenografie fantastiche, orchestra eccellente e cantanti supremi. Bravi bravissimi, tutti.
Meravigliosa Barbara Bargnesi (Gilda) e grandissimi Vladimir Stoyanov (Rigoletto) e il caro Duca di Mantova, Roberto Aronica. Peccato Roberto per la prestazione a biliardo dopo. Su quello, mi dispiace: gli Inglesi sono imbattibili (soprattutto dopo svariate pinte di birra), ma noi abbiamo ancora molte cose di cui andare fieri. E voi ce l’avete dimostrato!
Esilarante il dopo opera, a bere cocktails e birrette con il cast…

Adesso attendo con trepidazione l’arrivo dei butei veronesi per la Turandot. Tra produzione, orchestra, cast, c@zzi e mazzi arriveranno in 300 pare.
Come gli Spartani.

lunedì 5 settembre 2011

Royal Opera House...

Signore e Signori oramai e’ imminente. L’ evento tanto atteso dagli expats della Capitale e’ alle porte: finalmente a breve, l’apertura della tanto sospirata Opera House. 
Un bunker di cemento dalle linee arabeggianti con, pare, la migliore acustica di tutto il pianeta Terra. Effettivamente l’ acustica non e’ male, il che puo’ anche rivelarsi un dramma quando hai a che fare con l’audience piu’ rumorosa di tutto il pianeta Terra. Alla “soft opening” potevi tranquillamente sentire la telefonata del tale Mohamed o del tizio Abdullah, a tre palchi di distanza... o la suoneria del blackberry di Leila che si smessaggiava con Fatima.
Devo anche ammettere che l’effetto bunker antiatomico di sera scompare, grazie a tutto un gioco di luci creato sapientemente. Ottimo lavoro, lunghino e costosetto. Ora e’ tempo di goderselo.
Non vedo l’ora di andare a vedere la Carmen (in versione soft, per non turbare i piissimi), la Turandot (Maestro Zeffirelli in persona), ascoltare VERO Jazz e, perche’ no, anche Andrea Bocelli (che quando viene sull’ Isoletta non me lo calcolo minimamente, ma vederlo a Muscat, vuoi mette’?).
Ma, sopra ogni cosa, credo siano di enorme pregio le potenzialita’ della prestigiosa Royal Opera House. E’ un’ idea che mi e’ balenata questa mattina. E durante tutta la mia pausa pranzo in piscina non ho mai smesso di pensarci (quando faccio attivita’ fisica di solito partorisco idee geniali). ...Ed ecco il piano.
Numerose orchestre, fondazioni, corpi di ballo, musicisti di tutto il mondo sono gia’ in partenza per esibirsi, altre ancora pare che fremano per accaparrarsi delle date.
Ora, l’ anno scorso mi sono vista un bel po’ di concerti dell' Orchestra Sinfonica Locale, in pratica un numero variabile di Omaniti + solista "d'Oltremare". Ho piu' e piu' volte constatato che i solisti europei chiamati a suonare erano bravi (snob), esperti (vecchi), ma soprattutto INGUARDABILI.
Visto che l’Opera House ha tutta un’altra organizzazione, prescinde sia dall’orchestra locale che dai soliti euro/british/fabbrica di mostri. E’ qui che entra in gioco il mio progetto.
Sei un musicista o hai uno o piu’ musicisti da proporre che pensi possano essere all’ altezza di una performance del Grande Bunker Con le Lucette Colorate?
Invia un tuo CV con 3 foto recenti (primo piano del Viso, Foto in Smoking/Concert Dress, Foto in Speedo) e noi valuteremo se darti i numeri di telefono o gli indirizzi mail che contano.
Perche’ nel mondo dello spettacolo le ragazze devono essere strafighe e celebrolese, mentre i fanciulli degli scorfani?
[Sto attivando un numero verde, verra’ pubblicato a breve]

domenica 14 agosto 2011

...back for good

Dopo lungo silenzio, dopo le vacanze passate tra le terre di Albione e l'Isola Che Non C'e', sono tornata. Per godermi il Ramadan, le feste private, il tempo per me. Le cose da fare sono tante, i buoni propositi ancora di piu'. Quelli che effettivamente mettero' in pratica, quasi nessuno... come sempre.

Durante le mie vacanze ho partecipato a feste gay, vestita alla moda degli anni '40, ho fatto foto, sono stata cacciata da un pub, sono entrata in tutti gli Apple Store dell'Inghilterra (pur avendo praticamente tutto della Apple), ho comprato delle casse dorate edizione limitata di dimensione ridottissima e costo elevatissimo (tanto da farmi credere che siano d'oro zecchino per davvero), ho scoperto che il Paggio pensa meglio a -45 m slm che in superficie (riuscendo a fare calcoli matematici a mente in tempo record, che a cose normali non sa fare per niente), contrariamente a tutte le persone normali.
Ho fatto immersioni, tante che ora sono in astinenza azoto.

Nel frattempo qui non abbiamo ancora finito la seconda settimana di Ramadan e siamo gia' a 112 morti per incidenti stradali. Cosa che fa salire la "crisi ipoglicemica" nella top ten delle crisi mortali.


mercoledì 30 marzo 2011

Fratelli d'Italia...

Come festeggiare una festa laica come i 150 dell' Unita' d' Italia in Oman?
Con un rito religioso Cattolico. [...quindi lasciando fuori tutti gli altri Credo, che, volendo essere pignoli, proviene da un' Istituzione che e' un vero e proprio Stato sito solo geograficamente all' interno del nostro]


Dove celebrarlo?
A bordo di una nave da crociera. [...che batte bandiera Italiana, si, ma che di fatto e' di un gruppo di proprieta' di una multinazionale Americana]


Quando?
Un bel mercoledi' mattina. [...Perche' tanto tutti noi siamo qui in Oman in vacanza...]


Mi chiedo, se decidessero di festeggiare le Crociate (ormai non mi stupisco piu' di nulla) secondo voi come le festeggerebbero?